L'oro ha subito un calo netto lunedi', scendendo sotto il livello di 4.200 dollari per oncia e raggiungendo il prezzo piu' basso da inizio agosto. L'oro spot ha oscillato intorno ai 4.156 dollari entro le 08:14 GMT, secondo Reuters, estendendo le perdite a quasi il 3 percent e proseguendo il calo della settimana precedente di oltre il 2 percent. Il movimento ha segnato una rottura decisiva della zona di supporto a 4.240 dollari, che aveva resistito per circa due settimane e corrispondeva al livello di ritracciamento di Fibonacci al 61,8 percent.
La vendita e' stata guidata principalmente dai rendimenti statunitensi in forte rialzo. Il rendimento a 10 anni e' salito a circa il 5,23 percent, eguagliando il picco raggiunto la settimana scorsa e trovandosi al livello piu' alto dal 2007. I rendimenti reali sui Treasury Inflation-Protected Securities (TIPS) sono aumentati al 2,83 percent al 25 settembre, avvicinandosi a livelli registrati solo durante la crisi finanziaria del 2008 al di fuori del periodo Lehman Brothers. La combinazione di rendimenti nominali e reali in crescita ha aumentato il costo di opportunita' detenere oro, un attivo che non genera cedole, spingendo gli investitori a ridurre le posizioni.
Le attese di rialzo dei tassi della Fed aggiungono pressione
I mercati attribuiscono ora circa il 70 percent di probabilita' a un ulteriore rialzo del tasso di riferimento da parte della Federal Reserve a ottobre, secondo i dati CME FedWatch citati da Reuters. La Fed ha alzato il suo tasso di riferimento di 25 punti base alla riunione del 15-16 settembre, il primo rialzo in tre anni. Il presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha rafforzato il tono hawkish venerdi' scorso, avvertendo che un'inflazione persistentemente elevata rischiava di radicarsi nelle aspettative del pubblico.
I prezzi in rialzo del petrolio hanno aggravato la preoccupazione per l'inflazione. Il greggio ha continuato a salire per le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, inclusa la reiezione di una proposta riguardante lo stretto di Hormuz. I costi energetici piu' alti alimentano le aspettative di inflazione, che a loro volta sostengono il caso per una politica monetaria piu' restrittiva e rendimenti piu' elevati.
Il quadro tecnico si indebolisce
La rottura dell'oro sotto i 4.240 dollari ha indebolito le prospettive tecniche a breve termine. Il metallo ora si colloca sotto la sua media mobile semplice a 50 giorni vicino ai 4.320 dollari e la SMA a 100 giorni intorno ai 4.298 dollari, mentre la SMA a 200 giorni si trova piu' in alto, a circa 4.540 dollari. Sul lato inferiore, il supporto immediato e' intorno ai 4.140-4.150 dollari, con il prossimo livello significativo vicino ai 4.000-4.050 dollari. Un movimento sostenuto sotto i 4.100 dollari aprirebbe la porta a ulteriori cali.
L'oro ora e' in calo di circa il 25 percent dal suo massimo storico di gennaio vicino ai 5.600 dollari, riflettendo un cambiamento fondamentale nell'ambiente dei tassi di interesse. Il metallo ha faticato a beneficiare del suo ruolo tradizionale di rifugio sicuro nonostante le tensioni geopoliticali, poiche' il vantaggio in termini di rendimento delle obbligazioni in dollari ha pesato di piu'.
Anche l'argento sotto pressione
L'argento ha rispecchiato il calo dell'oro, perdendo circa il 4 percent per scendere intorno ai 40 dollari oncia. Il metallo bianco e' stato particolarmente sensibile al rialzo dei rendimenti reali, data la sua componente di domanda industriale e la volatilita' superiore rispetto all'oro.
Cosa monitorare questa settimana
I principali dati in uscita questa settimana includono l'inflazione PCE (Personal Consumption Expenditures) statunitense e i nonfarm payrolls, che forniranno ulteriori indizi sulla traiettoria della politica della Fed. Fino ad allora, la combinazione di rendimenti Treasury elevati, un indice del dollaro USA solido intorno a 101,16 e prezzi del petrolio in rialzo lascia le prospettive a breve termine dell'oro sotto continua pressione.
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