Il Sejm polacco ha votato venerdì 5 settembre 241 a 198, con tre astensioni, per annullare il veto del presidente Karol Nawrocki alla legge sulle criptovalute. Il risultato è stato inferiore ai 266 voti necessari — una maggioranza di tre quinti — mancando il traguardo di 25 voti. È il terzo tentativo fallito di sovrapporsi al veto presidenziale: la Polonia è ora l'unico Stato membro dell'Unione Europea privo di una legislazione nazionale che attui il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA).
Il disegno di legge, approvato dal parlamento a maggio, avrebbe affidato la supervisione del mercato crypto all'Autorità di vigilanza finanziaria polacca (KNF) e avrebbe allineato il Paese alla normativa europea. Nawrocki, che ha esercitato il veto per la prima volta a giugno, ha motivato la sua opposizione definendo il testo eccessivamente oneroso e accusando il governo di aver ignorato le proposte preparate dal suo ufficio. Nonostante dichiari di sostenere il rafforzamento della protezione dei consumatori, il presidente ha bloccato la normativa in tre occasioni successive.
La battaglia legislativa si intreccia con lo scandalo Zondacrypto, l'ex più grande exchange crypto polacco. L'ex CEO Przemysław Kral è fuggito in Israele dopo che migliaia di clienti hanno subito ritardi e blocchi sui prelievi a partire dalla fine del 2025. Nel gennaio 2026 il sito è andato offline, i pair di trading sono scomparsi e il token ZND è crollato a zero. Secondo gli inquirenti, i clienti hanno perso almeno 95 milioni di dollari. Il presidente del Comitato Olimpico Polacco, Radosław Piesiewicz, è stato arrestato in relazione all'indagine, così come un trader e altre figure legate alla società.
Il premier Donald Tusk ha colto l'occasione per accusare i leader dell'opposizione di aver consentito a Zondacrypto di infiltrare lo Stato polacco. Ha dichiarato al Sejm che «coloro che hanno aperto le porte all'uomo dietro Zondacrypto — cioè voi — avete portato quest'azienda ai vertici più alti del potere». Il ministro dell'Economia Andrzej Domański ha aggiunto che PiS ha scelto «oscuri interessi delle attività crypto» sulla sicurezza dei cittadini polacchi.
In risposta al terzo fallimento, il ministero dell'Economia sta preparando un nuovo disegno di legge. Una portavoce della Coalizione Civica e il deputato Krzysztof Paszyk del Partito Popolare Polacco hanno confermato l'attempt, precisando che i dettagli temporali saranno forniti nei prossimi giorni. Il ministero delle Finanze dovrà comunque affrontare lo stesso ostacolo politico: il blocco PiS e la Confederazione, che insieme costituiscono la coalizione di opposizione, hanno votato contro l'annullamento del veto in tutte e tre le occasioni.
L'assenza di un framework MiCA ha conseguenze concrete per le aziende crypto polacche. Senza una legge nazionale che applichi il regolamento europeo, le società devono registrare le proprie attività in altri Stati membri dell'Ue per operare legalmente. MiCA, che è entrato in vigore in tutta l'Unione a giugno 2024, prevede requisiti uniformi per gli exchange, gli stablecoin e i prestatori di servizi crypto. La Polonia rimane l'unico Paese a non aver adottato la relativa normativa di attuazione, creando un vuoto normativo in un mercato in rapida crescita.
Per ora, gli operatori del settore continuano a lavorare in un limbo giuridico. La preparazione di un nuovo testo potrebbe richiedere settimane o mesi, e il successo legislativo dipende dalla capacità del governo di raccogliere i 266 voti necessari — un traguardo che finora si è rivelato fuori portata.
Fonti
- [Bitcoin.com — Polish Parliament Fails to Override Crypto Bill Veto in Tight Vote](https://news.bitcoin.com/regulation-and-legal/polish-parliament-fails-to-override-crypto-bill-veto-in-tight-vote/) (5 settembre 2026)
- [CryptoBriefing — Poland lawmakers prepare fresh crypto bill after failing to override president's veto](https://cryptobriefing.com/poland-lawmakers-prepare-fresh-crypto-bill-failing-to-override-presidents-veto/) (5 settembre 2026)