La Thailandia ha confermato l'esenzione totale dall'imposta sulle plusvalenze per Bitcoin e altre criptovalute, ma con una condizione netta: l'aliquota zero vale solo per le operazioni eseguite su piattaforme autorizzate dalla Securities and Exchange Commission (SEC) locale. Lo riporta [CryptoBriefing](https://cryptobriefing.com/thailand-zero-capital-gains-tax-crypto/), secondo cui l'esenzione, formalizzata con il Regolamento Ministeriale n. 399, copre il periodo dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2029.
Un vantaggio riservato agli exchange regolamentati
La misura, proposta dal Ministero delle Finanze e approvata dal gabinetto a giugno 2025, esenta dall'imposta personale sul reddito le plusvalenze realizzate vendendo asset digitali attraverso operatori autorizzati ai sensi del Digital Asset Business Decree del 2018. Le transazioni su exchange non autorizzati, i redditi esteri da criptovalute e le attività non conformi restano invece soggetti alle aliquote ordinarie dell'imposta personale, che in Thailandia arrivano fino al 35%.
Il trattamento fiscale delle plusvalenze digitali viene così allineato a quello delle plusvalenze sui titoli tradizionali negoziati alla borsa thailandese.
La spinta verso un hub del digital asset
La conferma arriva in un contesto di apertura crescente. Nel febbraio 2024 il governo aveva già azzerato l'IVA del 7% sulle plusvalenze crypto. Il viceministro delle Finanze Julapun Amornvivat ha definito la misura un passo chiave per rafforzare il potenziale economico del Paese, con proiezioni di gettito dal settore superiori a 1 miliardo di baht (circa 30 milioni di dollari) nel medio termine, come riportato da [Blockhead](https://www.blockhead.co/2025/06/18/thailand-exempts-crypto-capital-gains-from-tax-through-2029/).
La Thailandia punta inoltre a rafforzare la trasparenza: il dipartimento delle Entrate si prepara ad applicare il Crypto-Asset Reporting Framework dell'OECD, mentre la SEC locale mantiene un doppio approccio, promuovendo l'innovazione ma bloccando le piattaforme non autorizzate — a maggio 2025 ha annunciato l'intenzione di impedire a cinque exchange (Bybit, 1000X, CoinEx, OKX e XT) di servire utenti thailandesi. In parallelo valuta la possibilità di consentire la quotazione di ETF su Bitcoin emessi localmente.
Il punto critico: la durata
Il rischio principale resta la sostenibilità nel tempo. Il regime copre cinque anni e non offre garanzie di proroga oltre il 2029. Inoltre, essendo stato formalizzato con un regolamento ministeriale e non con una legge parlamentare, potrebbe in teoria essere revocato con maggiore facilità.
Fonti
- [CryptoBriefing — Thailand implements 0% capital gains tax on Bitcoin and crypto for five years](https://cryptobriefing.com/thailand-zero-capital-gains-tax-crypto/)
- [Blockhead — Thailand Exempts Crypto Capital Gains From Tax Through 2029](https://www.blockhead.co/2025/06/18/thailand-exempts-crypto-capital-gains-from-tax-through-2029/)