Il finanziamento della corsa all'infrastruttura AI entra in una fase piu' costosa. Questa settimana il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni si e' attestato intorno al 5,17 percento, il livello piu' alto dal 2007 e circa un punto percentuale sopra quello di inizio anno, ha riportato CNBC il 27 settembre. Per le societa' che finanziano i data center soprattutto con debito, quel livello diventa il prezzo di riferimento di ogni nuova obbligazione o prestito.
Le dimensioni della posta in gioco spiegano perche' il movimento conti oltre i confini dei pochi emittenti coinvolti. JPMorgan Chase stimava a giugno che entro il 2030 verranno emessi 4.100 miliardi di dollari di debito legato all'AI, mentre gli operatori di data center e le societa' legate al boom dell'intelligenza artificiale corrono per ampliare la capacita'. Goldman Sachs prevede per Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Oracle spese in conto capitale per circa 800 miliardi di dollari quest'anno e circa 1.200 miliardi nel 2027.
Questi piani si riflettono gia' nell'indebitamento aggregato. Le societa' statunitensi hanno emesso circa 1.900 miliardi di dollari di obbligazioni fino ad agosto, il 30 percento in piu' rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati di SIFMA. L'emissione obbligazionaria globale delle societa' legate all'AI ha superato i 400 miliardi di dollari quest'anno e viaggia su un ritmo annualizzato oltre i 500 miliardi, con gli emittenti statunitensi che valgono circa il 90 percento del totale, secondo il rapporto trimestrale dell'Institute of International Finance.
Il costo di quel debito sta salendo in modo visibile. SoftBank, tra i principali fornitori di capitale ai progetti di AI, ha raccolto 11,1 miliardi di dollari in una vendita di junk bond questa settimana, con rendimenti fino al 9,75 percento sulla tranche a sette anni, ha riportato CNBC. CoreWeave, il "neocloud" ad alta intensita' di debito che affitta capacita' GPU, esplicita la propria sensibilita' in un documento depositato alla SEC: nel report trimestrale chiuso al 30 giugno 2026 la societa' indica che per ogni variazione di 100 punti base dei tassi il suo onere per interessi potrebbe aumentare o diminuire di circa 30 milioni di dollari su tre mesi e di 61 milioni su sei mesi, sul saldo del debito a tasso variabile. Nel secondo trimestre 2026 gli interessi netti hanno raggiunto 640 milioni di dollari, contro 267 milioni un anno prima.
Gli investitori azionari non trattano tutti i debitori allo stesso modo. Il titolo CoreWeave ha guadagnato quasi l'8 percento nell'arco della settimana, mentre Oracle, che ha fatto affidamento sul mercato obbligazionario per la sua espansione nell'AI, ha perso il 7 percento ed e' in calo di circa il 30 percento da inizio anno. Oracle ha attirato attenzione anche dopo che Bloomberg ha riferito dell'invio di una comunicazione di forza maggiore legata al campus di data center nel New Mexico, per proteggersi da spese piu' alte se il progetto, chiamato Project Jupiter, non entrera' in funzione come previsto nel 2028. Oracle ha dichiarato che il progetto "resta nei tempi previsti".
I finanziatori stanno diventando piu' selettivi. Riley Thompson, vicepresidente di Mitsubishi HC Capital America, ha detto a CNBC che anche i debitori disposti a pagare di piu' trovano meno disponibilita': "Invece di una lista di 50 neocloud, ce ne sono probabilmente 20 che interessano davvero al mercato". Un investitore senior di credito privato, intervenuto in forma anonima, ha spiegato che finanziare i neocloud diventera' piu' difficile perche' queste societa' hanno meno margine per assorbire costi piu' alti. Andrew Giudici di KBRA ha detto che si aspetta comunque emissioni elevate.
Il punto conteso e' il travaso verso il mercato obbligazionario nel suo complesso. Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha detto a settembre che gli hyperscaler "sono sul mercato a raccogliere fondi" e che la competizione per il capitale "spiega in parte l'aumento dei rendimenti". Le ricerche finora pubblicate sono piu' caute. Pimco ha dichiarato di non aver rilevato aumenti statisticamente significativi del rendimento del Treasury a 10 anni in corrispondenza delle sei maggiori recenti emissioni legate all'AI. Vishwas Patkar, responsabile della strategia sul credito statunitense di Morgan Stanley, ha osservato in un briefing IIF che le obbligazioni legate all'AI sono per lo piu' a lunga scadenza mentre il Tesoro si e' spostato su scadenze piu' brevi, e che le due categorie tendono ad attrarre acquirenti diversi. L'IIF rileva che la quota di emissioni globali delle societa' non finanziarie e' rimasta sostanzialmente stabile.
Cio' che i dati non dimostrano e' una catena causale semplice tra indebitamento per l'AI e rendimenti dei Treasury. Un rendimento a 10 anni vicino al 5,2 percento e' un livello di mercato che si muove ogni giorno, e le cifre sulla spesa in conto capitale sono aspettative, non impegni. La lettura di Patkar e' piu' stretta: la variabile rilevante e' meno il volume delle emissioni corporate legate all'AI e piu' cio' che quell'indebitamento rappresenta, ossia un boom di investimenti che sostiene la crescita e la domanda di capitale in un momento in cui il tasso di risparmio personale statunitense e' vicino al minimo da quattro anni. Per gli emittenti la conseguenza pratica e' gia' chiara: la stessa corsa costa di piu' da finanziare, e il debitore marginale con tasso variabile e senza rating investment grade lo sente per primo.
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