Il Gruppo Barilla investirà 100 milioni di euro per trasformare lo stabilimento di Foggia in un polo integrato della pasta, con la costruzione di un molino di nuova generazione accanto al pastificio già esistente. L'intervento prenderà forma tra il 2028 e il 2030 e punta a replicare il modello già adottato dal gruppo a Parma, concentrando nello stesso sito la molitura del grano duro e la produzione della pasta.
L'annuncio, diffuso il 18 settembre, si inserisce in una riconfigurazione più ampia dell'assetto industriale del gruppo nel Mezzogiorno. In parallelo all'investimento pugliese, Barilla ha avviato trattative in fase avanzata per cedere lo stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta, al Pastificio Liguori e i molini di Altamura e Castelplanio a Molino Casillo. Il gruppo indica come prerequisito la continuità occupazionale delle persone coinvolte, mentre nei siti ceduti continueranno produzioni destinate a Barilla sulla base di contratti pluriennali di fornitura. Il confronto con le organizzazioni sindacali è iniziato il giorno stesso dell'annuncio.
Il cuore del progetto è la riduzione dei passaggi logistici. Integrando molino e pastificio, il grano duro entra nel sito, viene trasformato in semola e diventa pasta nello stesso luogo. È lo schema che Barilla applica dal 2009 a Pedrignano, vicino a Parma, il complesso noto come Pasta City, attivo 24 ore su 24 e capace di produrre tra 1.000 e 1.400 tonnellate al giorno. Secondo l'azienda, il polo di Foggia migliorerà efficienza produttiva e logistica e la sostenibilità dello stabilimento, rifornendo il mercato italiano e quelli internazionali.
La scelta cade su uno dei territori simbolo della cerealicoltura italiana. La provincia di Foggia è il cuore del Granaio d'Italia e il nuovo impianto avvicina la trasformazione industriale alla materia prima, in un comparto dove costi energetici, trasporti e concorrenza internazionale comprimono i margini.
Sul fronte dei conti, Barilla ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 4,837 miliardi di euro, in calo dello 0,9 per cento rispetto all'anno precedente, un Ebitda di 579 milioni in crescita del 7,8 per cento e un utile netto di 233 milioni. Il gruppo conta 8.823 dipendenti nel mondo, un rapporto tra export e fatturato stimato al 70 per cento, con Europa e Stati Uniti in testa, e 30 comprensori produttivi divisi equamente tra Italia ed estero, per oltre 100 Paesi serviti e una produzione annua superiore ai 2 milioni di tonnellate.
L'investimento pugliese si somma a un piano di ammodernamento da 168 milioni di euro al 2030 dedicato a efficienza energetica, risorse idriche ed energia rinnovabile. Nel solo 2025 il gruppo ha destinato 30 milioni all'aumento della capacità fotovoltaica dei propri siti, Foggia compresa, e oltre 47 milioni a ricerca, sviluppo e qualità. A Parma ha inoltre inaugurato BITE, il polo globale di innovazione collegato a una rete di 84 università e centri di ricerca.
Sul versante delle cessioni, Molino Casillo ha confermato le trattative per i due impianti. Il gruppo di Corato, primo operatore molitorio italiano con un fatturato di 1,2 miliardi di euro e dodici impianti, punta a dare continuità a siti con vocazioni complementari: Altamura, nel cuore di un distretto del grano duro, e Castelplanio, riferimento per i cereali di Marche, Toscana, Umbria e Lazio. L'operazione si colloca in oltre sessant'anni di collaborazione industriale con Barilla.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha definito l'investimento una notizia importante per Foggia, per la Puglia e per tutto il sistema produttivo del Sud, mentre l'amministrazione regionale ha annunciato che seguirà l'attuazione del progetto e il confronto con le organizzazioni sindacali. Restano aperte le due variabili decisive dei prossimi anni: la capacità del polo di tradurre i 100 milioni in occupazione stabile, visto che il gruppo non ha indicato un numero di nuovi posti di lavoro, e il grado di integrazione con la filiera agricola locale, da cui dipende la quota di valore trattenuta sul territorio.
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