Poste Italiane ha chiuso la prima finestra dell'offerta pubblica di acquisto e scambio su TIM con il 66,63% del capitale. L'OPAS, lanciata il 20 luglio e conclusa l'11 settembre, ha raccolto 993.608.722 azioni, pari al 46,5% del capitale della compagnia telefonica e al 58,2297% dei titoli oggetto dell'offerta: sommate al 20,1% che il gruppo guidato da Matteo Del Fante gia' deteneva, le adesioni portano Poste oltre i due terzi di TIM. L'accelerazione decisiva e' arrivata nell'ultima seduta, quando sono state conferite 635.897.378 azioni e le adesioni sono balzate dal 21% di giovedi' al 58,2297% delle azioni richieste. Il risultato porta la firma del rilancio deciso il 7 settembre: 30 centesimi in piu' in contanti, con il corrispettivo salito a 1,97 euro e 0,218 azioni Poste per ogni titolo TIM, e la rinuncia alla condizione soglia del 66,67% del capitale che avrebbe potuto far cadere l'operazione.
Il superamento dei due terzi non e' un dettaglio aritmetico. Con questa partecipazione Poste controlla di fatto anche l'assemblea straordinaria di TIM e dispone degli strumenti per approvare le delibere riservate alla maggioranza qualificata, compresa l'ipotesi di fondere la societa' in un veicolo non quotato: una strada che potrebbe portare al delisting di TIM anche senza raggiungere subito il 90%. E' su quest'ultima soglia che resta puntata la dirigenza, perche' farebbe scattare l'obbligo di acquisto dei titoli residui e aprirebbe la via all'uscita del titolo da Piazza Affari. La partita pero' non e' chiusa: il periodo di adesione sara' riaperto per cinque sedute di Borsa, dal 21 al 25 settembre, come prevede la rinuncia alla soglia minima del 66,67% del capitale decisa da Poste. Chi ha gia' consegnato i titoli sara' pagato il 18 settembre, le adesioni raccolte nella riapertura saranno regolate il 2 ottobre e i dati definitivi della prima fase saranno comunicati il 17 settembre.
La Borsa ha letto l'esito della prima finestra come una conferma. Nella seduta dell'11 settembre TIM ha guadagnato l'1,82% chiudendo a 7,62 euro, mentre Poste Italiane ha messo a segno un rialzo dell'1,92% a 26,06 euro. A questi prezzi il corrispettivo dell'OPAS vale circa 7,65 euro per azione e si colloca leggermente al di sopra delle quotazioni, configurando un piccolo premio per chi ha aderito. In caso di adesione totalitaria il controvalore complessivo dell'operazione sfiorerebbe gli 11,3 miliardi di euro, di cui poco piu' di 3,3 miliardi come componente in contanti, finanziati tramite debito bancario. All'offerta hanno aderito anche l'amministratore delegato di TIM Pietro Labriola e i manager con responsabilita' strategiche, che avevano giudicato il corrispettivo congruo e coerente sul piano industriale. Poste ha confermato la politica dei dividendi per il 2026 e l'impegno a una remunerazione crescente dal 2027, mentre il direttore generale Giuseppe Lasco ha definito il progetto “storico” per il Paese, con ricadute su occupazione e trasformazione digitale.

