La Banca del Giappone ha pubblicato i verbali della riunione di politica monetaria del 30 e 31 luglio il 28 settembre, rivelando divisioni profonde tra i membri del consiglio su quanto rapidamente normalizzare la politica monetaria nonostante le pressioni inflazionistiche in crescita. Il consiglio aveva votato 8-1 a favore del mantenimento del tasso di riferimento all'1,0 percento, ma il dissenso e il dibattito interno erano ben più rivelatori della decisione in sé.
Hajime Takata, considerato il membro più falco del consiglio, aveva proposto di alzare il tasso di 25 punti base all'1,25 percento già dalla riunione di luglio. La sua mozione è stata respinta con 1 voto a favore e 8 contrari. Nel dibattito, Takata ha sostenuto che la BOJ era "entrata in una nuova fase in cui deve rispondere con prontezza ai cambiamenti delle condizioni finanziarie esterne e discutere l'ampiezza dei rialzi, mentre l'ambiente globale si muove verso l'aumento dei tassi." La sua posizione — che la banca centrale dovesse muoversi più velocemente del ritmo prudente prezzato dai mercati — ha imposto il tono di gran parte del dissenso interno.
La maggioranza dei membri del consiglio ha concordato che l'obiettivo di politica della BOJ sta cambiando. Invece di continuare a puntare al rialzo dell'inflazione al 2 percento, la banca dovrebbe virare verso l'ancoraggio dell'inflazione intorno a quel livello. Non si tratta di un cambio semantico irrilevante: segnala che il consiglio considera sempre più il traguardo inflazionistico come raggiunto, e che la sfida di politica si è spostata dal ritiro dello stimolo alla prevenzione di un superamento del target. Alcuni membri hanno argomentato che il quadro della banca dovrebbe esplicitamente proteggere dall'inflazione al di sopra del target, non solo da quella sotto.
Allarme doppio shock
L'intervento più significativo è arrivato da un membro del consiglio che ha avvertito che un ritardo nel rispondere ai prezzi in rialzo potrebbe costringere la BOJ a un "doppio shock" — uno scenario in cui la banca centrale è costretta ad alzare i tassi bruscamente dopo una lunga pausa, aggravando la pressione sui debitori già colpiti da costi elevati. Il membro ha dichiarato che la banca doveva "accelerare il ritmo di aggiustamento del grado di accomodamento monetario."
Un altro membro ha detto che il ritmo dei rialzi potrebbe essere "più veloce di quanto il mercato si aspetta, dato che va data più peso ai rischi al rialzo sui prezzi rispetto al passato." Questa visione contrasta con il consenso di mercato dell'epoca, che prezzava aumenti dei tassi a intervalli di circa sei mesi.
I verbali hanno anche mostrato che Naoki Tamura ha proposto di inserire nella prospettiva ufficiale la valutazione che l'inflazione CPI sottostante è "ampiamente in linea con il traguardo di stabilità dei prezzi" e che le aspettative inflazionistiche a medio e lungo termine sono "probabilmente intorno al 2 percento." Entrambe le proposte — il rialzo di Takata e la modifica linguistica di Tamura — sono state respinte alla riunione di luglio.
Il rialzo di settembre e cosa succede dopo
La BOJ ha infine alzato i tassi di 25 punti base all'1,25 percento alla riunione del 17-18 settembre, con un voto di 7-2. Il governatore Kazuo Ueda ha successivamente dichiarato che la banca intende proseguire con i rialzi per stabilizzare l'inflazione intorno al 2 percento.
Kazuo Momma, ex direttore esecutivo della BOJ responsabile della politica monetaria, ha stimato la probabilità di rialzi consecutivi — un movimento alla riunione di ottobre a seguito di quello di settembre — tra il 20 e il 30 percento. La maggior parte degli economisti intervistati prevede la prossima mossa a dicembre o gennaio, ma i verbali suggeriscono una spinta interna verso un ritmo più rapido. L'inflazione core è salita al 2,6 percento ad agosto, e il governatore Kazuo Mimura ha rinnovato gli avvisi sui rischi economici di uno yen cronicamente debole.
Il cambio dollaro-yen era a 157,44, mentre i rendimenti dei titoli di stato giapponesi a 10 anni oscillavano intorno al 3,1 percento — un livello non visto dal 1996. Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni era al 5,27 percento, il massimo dal 2007. Questi rendimenti riflettono un ambiente globale in cui le principali banche centrali stanno ancora in fase di restrizione o mantengono politiche restrittive, rendendo qualsiasi ritardo della BOJ potenzialmente più costoso.
Cosa i verbali non chiariscono
I verbali di luglio non impegnano la BOJ a una timeline specifica per i prossimi passi. Le proposte respinte mostrano che il dissenso esiste, ma la maggioranza del consiglio rimane cauta. Il rialzo di settembre e i successivi commenti di Ueda suggeriscono che la direzione è chiara; la questione è la velocità. Con la riunione di ottobre in avvicinamento, i mercati analizzeranno ogni segnale dei membri del consiglio per capire se la fazione falco può spostare l'equilibrio.
Fonti