I raffinatori cinesi hanno sospeso le esportazioni di prodotti petroliferi verso destinazioni oltre Hong Kong e Macao fino a nuovo avviso, secondo quattro persone informate della decisione citate da Reuters giovedì: una mossa che ha irrigidito un mercato dei carburanti già provato dalla guerra e ha riportato il benchmark del greggio sopra i 100 dollari al barile.
Il nuovo contratto front-month del Brent dicembre è stato scambiato a 101,20 dollari al barile alle 1647 GMT di giovedì, in rialzo di 3,17 dollari, ovvero il 3,2 percento, rispetto alla chiusura di mercoledì. Il WTI statunitense guadagnava 1,58 dollari, l'1,8 percento, a 92 dollari, dopo aver sfiorato i 93 in mattinata. Il contratto Brent di novembre è scaduto mercoledì a 103,50 dollari al barile, chiudendo settembre con un guadagno di circa il 14 percento. Le contrattazioni sono state volatili: i prezzi hanno perso oltre l'1 percento in avvio prima di rimbalzare, per poi ridurre i guadagni dopo che due diplomatici UE hanno riferito a Reuters che la taskforce energetica europea si riunirà venerdì per discutere un possibile rilascio di scorte di gasolio.
Lo stop alle esportazioni arriva su un mercato fisico dei prodotti raffinati già in tensione. Gasolio e altri carburanti restano scarsi dopo i danni alle infrastrutture di raffinazione nel Golfo e in Russia, e le spedizioni di benzina, jet fuel e gasolio dalla regione viaggiano a circa metà dei livelli pre-guerra, secondo Phil Flynn, analista senior di Price Futures Group. La Russia, tra i principali esportatori di gasolio, ha vietato le esportazioni fino a ottobre, mantenendo tese le scorte globali. "Il divieto cinese alle esportazioni suggerisce preoccupazioni sulla disponibilità domestica di prodotto", ha detto l'analista UBS Giovanni Staunovo, aggiungendo che resta da vedere se la misura sosterrà importazioni di greggio più elevate dopo i recenti cali delle scorte cinesi di greggio e carburanti. Hamad Hussain, economista senior per clima e materie prime di Capital Economics, ha affermato che le restrizioni cinesi non avranno lo stesso impatto della perdita delle esportazioni di prodotti raffinati russi e mediorientali, ma sono "un'altra fonte di stress sui mercati globali dei carburanti quando l'offerta è severamente vincolata".
Le condizioni di sicurezza nello Stretto di Hormuz restano il motore più profondo. Il servizio di intelligence marittima Marisks ha riferito in un rapporto di mercoledì sera che martedì tre petroliere battenti bandiera liberiana sono state colpite da proiettili di origine ignota durante il transito nello Stretto, dopo aver navigato con i trasponder del sistema di identificazione automatica spenti per evitare di essere rilevate. I dati Kpler mostrano che la petroliera di prodotti Al Ruwais ha effettuato un trasferimento ship-to-ship al largo di Sohar, in Oman, a fine settembre per sbarcare un carico di gasolio; la VLCC Mersin Prosperity ha trasferito 2 milioni di barili di greggio iracheno Basrah al largo di Sohar a metà settembre; e l'Aframax Sinbad ha caricato prodotti raffinati nel porto industriale saudita di Jubail ai primi di settembre. ADNOC Logistics and Services, che gestisce Al Ruwais e Mersin Prosperity, ha rifiutato di commentare, mentre il manager della Sinbad, Anglo-Eastern Tanker Management, non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.
Ciò che i dati non dimostrano è una rottura definitiva dell'offerta. Le autorità cinesi non hanno annunciato pubblicamente la sospensione, riportata da Reuters sulla base di fonti informate, e non è chiaro se le spedizioni riprenderanno dopo la festa nazionale cinese. Gli analisti segnalano miglioramenti altrove. Goldman Sachs stima che le esportazioni di petrolio del Golfo, incluse le "esportazioni oscure" delle navi che operano con i trasponder spenti, siano risalite a 23,3 milioni di barili al giorno nell'ultima settimana, in linea con la media 2025, con le esportazioni raddoppiate a settembre. L'Arabia Saudita ha ripreso martedì i carichi di petroliere da Yanbu, dopo aver riattivato l'oleodotto Est-Ovest, e due fonti hanno detto che i membri dell'OPEC+ dovrebbero mantenere invariati gli obiettivi di produzione per novembre nella riunione di domenica. Anche così, le interruzioni hanno spinto gli analisti ad alzare la previsione media del Brent per il 2026 a 89,05 dollari al barile.
Fonti
- Euronext (Reuters) - Oil prices rise as China suspends fuel exports, 1 ottobre 2026: live.euronext.com
- CNBC Africa (Reuters) - Three oil tankers hit by projectiles in Hormuz strait, Marisks says, 1 ottobre 2026: cnbcafrica.com
- OilPrice.com - Three Tankers Struck by Unknown Projectiles in Strait of Hormuz, 1 ottobre 2026: oilprice.com