Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha lasciato invariati i tassi di interesse di riferimento nella riunione di politica monetaria tenutasi a Francoforte il 22 e 23 luglio 2026: il tasso chiave resta al 2,25%, come confermato dal governatore della Banca di Finlandia Olli Rehn. La decisione è stata annunciata giovedì 23 luglio alle 14:15, seguita alle 14:45 dalla conferenza stampa della presidente Christine Lagarde, secondo il calendario di Saxo Bank. Rehn ha riferito che il dibattito è stato dominato dagli effetti del prolungato conflitto in Medio Oriente su inflazione e crescita economica.
"Questa volta abbiamo deciso di mantenere invariati i tassi di interesse. Il nostro tasso chiave resta quindi al 2,25%", ha scritto Rehn in un post pubblicato il 24 luglio da Suomen Pankki, la banca centrale finlandese. L'esito era ampiamente atteso: Saxo Bank segnalava il 22 luglio una probabilità dell'85% assegnata dai mercati a una pausa, e l'Associated Press ha riferito il 23 luglio che la banca centrale europea aveva lasciato fermi i tassi in un contesto di forti oscillazioni del prezzo del petrolio.
Il conflitto in Medio Oriente condiziona il quadro su entrambi i fronti del mandato della BCE. Secondo le ultime proiezioni dell'Eurosistema, pubblicate a giugno, lo shock energetico spingerà l'inflazione dell'area euro a quasi il 3,5% entro la fine dell'anno, prima di rientrare verso l'obiettivo del 2% nel corso del prossimo anno. Rehn ha sottolineato che l'incertezza è eccezionalmente alta: se le ostilità dovessero continuare, i prezzi dell'energia potrebbero salire ulteriormente, con rischi al rialzo per l'inflazione; un cessate il fuoco credibile tra Stati Uniti e Iran, con un aumento delle forniture di petrolio dal Golfo, potrebbe invece mantenere l'inflazione nettamente al di sotto delle previsioni. Il trasporto marittimo non riesce nuovamente a transitare dallo Stretto di Hormuz, ha aggiunto, e la probabilità di una piena riapertura della via d'acqua quest'anno è recentemente diminuita.
