La Banca Centrale Europea è pronta ad alzare il tasso chiave di 25 punti base alla riunione del Consiglio direttivo del 9-10 settembre, portando il tasso dei depositi dal 2,25 percento al 2,50 percento. Tre persone a conoscenza della questione hanno rivelato a Reuters, il 26 agosto, che i policymaker intendono contenere gli effetti dell'inflazione derivante dal conflitto in corso in Iran. La decisione segnerebbe la seconda consecutiva stretta monetaria della BCE e il segnale più chiaro finora della sua determinazione a contrastare i rincari dell'energia.
Cosa è cambiato
L'inflazione nell'eurozona a 20 Paesi si attesta vicino al 3 percento, ben al di sopra dell'obiettivo della BCE del 2 percento, con i prezzi del gas naturale e della benzina alla pompa che continuano a salire e a trasmettersi ai prezzi al consumo. Il rialzo dei tassi di giugno 2026 — il primo in quasi tre anni — era stato esplicitamente presentato come una misura d'emergenza legata alla guerra, per impedire che i rincari energetici si propagassero più ampiamente nell'economia. Ora, con il conflitto ancora aperto, i policymaker ritengono il passo di settembre necessario per consolidare la credibilità della BCE e evitare una ripetizione della spirale inflazionistica che seguì l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.
Il rialzo era già incluso nelle proiezioni del personale BCE di giugno, il che significa che il Consiglio direttivo eseguirebbe una mossa già comunicata ai mercati. La domanda è se questo sarà il termine del ciclo di stretta — o un trampolino per ulteriori aumenti.
Perché conta
L'economia dell'eurozona ha superato le aspettative nei ultimi mesi. I dati sulla produzione e i sondaggi sulle imprese hanno mostrato resilienza, con una ripresa dell'attività manifatturiera e un settore dei servizi stabile. I policymaker hanno citato questi risultati come prova che la stretta della BCE non sta imponendo un peso eccessivo sulla crescita, dandole margine per agire senza provocare una recessione.
Tuttavia, le stesse fonti hanno sottolineato che non c'è tra i policymaker la volontà di segnalare ulteriori strette oltre settembre. Le aspettative di inflazione a lungo termine restano ancorate intorno al 2 percento, limitando il caso per un ciclo di rialzi prolungato. I mercati finanziari, però, scontano uno o due ulteriori aumenti, suggerendo un divario tra la comunicazione prudente della BCE e le attese del mercato che potrebbe creare volatilità.
Cosa monitorare
I prossimi dati cruciali saranno le cifre sull'inflazione dell'eurozona di agosto, attese a inizio settembre, e le aggiornate proiezioni macroeconomiche del personale che saranno presentate alla riunione del 9-10 settembre. Questi elementi determineranno se il rialzo di settembre rappresenta davvero l'ultimo passo dell'attuale ciclo di stretta o solo una pausa.
Un portavoce della BCE si è rifiutato di commentare il rapporto di Reuters.
Fonti
- Reuters via The Business Times, "ECB set for September rate hike with no appetite to signal more: sources," 26 agosto 2026 (https://www.businesstimes.com.sg/international/global/ecb-set-september-rate-hike-no-appetite-signal-more-sources)
- Reuters via Euronext Live, "ECB set for September rate hike, no appetite to signal more: sources," 26 agosto 2026 (https://live.euronext.com/en/financial-news/ecb-set-september-rate-hike-no-appetite-signal-more-sources-say)