Il 30 settembre 2026 l'Autorità europea per i mercati e i valori mobiliari (ESMA) ha pubblicato la propria risposta, con riferimento ESMA75-113276571-1721, alla consultazione pubblica della Commissione europea sul review del Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCA). Il documento chiede alla Commissione di creare un nuovo servizio cripto-asset regolamentato per le imprese che danno ai clienti accesso alla finanza decentralizzata tramite un'interfaccia, di mantenere l'esenzione DeFi il più stretta possibile definendo con più chiarezza quali attività sono realmente decentralizzate, di consentire all'ESMA di emettere pareri vincolanti sulla classificazione dei token, e di inserire in MiCA un divieto esplicito per i prestatori autorizzati di offrire servizi collegati a stablecoin non conformi. Su staking, lending e borrowing, l'ESMA propone requisiti mirati di condotta, informativi e di salvaguardia anziché un nuovo regime autorizzativo.
La proposta più rilevante riguarda i CASP che fungono da gateway verso la DeFi. L'ESMA descrive un nuovo servizio regolamentato che copre le imprese che forniscono un'interfaccia tecnica che consente ai clienti di interagire con i protocolli DeFi, che facilitano l'instradamento delle transazioni o l'interazione con gli smart contract, o che altrimenti fungono da intermediari tra i clienti e i servizi finanziari decentralizzati. Tra gli obblighi indicati dall'ESMA per tali gateway figurano la divulgazione dei rischi associati ai protocolli DeFi, la trasparenza sulle pratiche di selezione dei protocolli e di routing, la gestione dei conflitti di interesse, la due diligence sui protocolli resi disponibili e le tutele operative e di cybersicurezza; l'ESMA precisa che gli obblighi dovrebbero restare proporzionati al controllo che il CASP esercita sul protocollo sottostante, e che lo sviluppo open source, l'auto-custodia, gli smart contract automatizzati e le infrastrutture permissionless non dovrebbero costituire automaticamente intermediazione regolamentata. Lo scopo, scrive l'ESMA, è migliorare la certezza giuridica dei modelli ibridi CeFi-DeFi. Accanto al nuovo servizio, l'ESMA segnala opinioni divergenti in tutta l'UE su cosa significhi piena decentralizzazione ai sensi del Recital 22 di MiCA, avverte sul "decentralisation washing", ovvero l'uso di linguaggio ispirato alla DeFi da parte di un operatore identificabile per sfuggire agli obblighi, e invita la Commissione a definire la DeFi nel testo normativo oppure a dotare l'ESMA del potere di emanare linee guida tecniche.
Sullo staking, l'ESMA lo riconosce come funzione tecnica fondamentale delle reti proof-of-stake che non dovrebbe essere trattato automaticamente come lending o gestione di portafoglio, evidenziando però rischi per gli investitori come lo slashing, i periodi di lock-up, la separazione patrimoniale incerta in caso di insolvenza e una comunicazione che enfatizza le ricompense minimizzando le perdite. Propone che MiCA distingua lo staking autogestito, i servizi di staking tecnico, lo staking pooling o in custodia e i prodotti di staking liquid o a rendimento, con informativa potenziata su ricompense, periodi di unbonding, selezione dei validator, commissioni, dipendenze operative e trattamento in insolvenza. Sul lending, l'ESMA osserva che i CASP che prendono in prestito cripto-asset dei clienti, a volte senza garanzia, e li ricollocano possono produrre guasti a cascata, perché le regole MiCA di custodia e separazione patrimoniale non si applicano più una volta che gli asset sono prestati; non propone un nuovo servizio autorizzato, ma chiede alla Commissione di richiedere consenso scritto esplicito e informativa ogni volta che i CASP offrono o facilitano il lending. Sul borrowing, richiede requisiti mirati di condotta, informativa e gestione dei rischi, in particolare per i clienti retail e i prodotti leva, che coprano garanzie, meccanismi di liquidazione, ri-ipotecazione e controparti affiliate.


