La Federal Reserve ha alzato il target range dei federal funds di 25 punti base, portandolo al 3,75-4,00% dal 3,50-3,75%, con una decisione approvata all'unanimità: il comunicato del FOMC è stato diffuso con un voto 12-0. È il primo rialzo dal luglio 2023 e arriva dopo cinque riunioni consecutive di tassi invariati nel 2026, sotto la presidenza di Kevin Warsh. Il testo afferma che "l'inflazione resta elevata" e che "l'azione di politica monetaria di oggi sosterrà un ritorno più tempestivo all'obiettivo del 2 per cento" del Committee, chiudendo con l'impegno a consegnare la stabilità dei prezzi. A luglio la decisione era passata 9-3, con Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan a favore di un rialzo immediato: oggi il fronte che chiedeva tassi più alti ha ottenuto la mossa e il dissenso è sparito dal voto.
Il confronto con il comunicato del 29 luglio mostra una riscrittura del linguaggio ufficiale su tre punti. Il primo riguarda gli shock dell'offerta: a luglio il Committee scriveva che l'inflazione restava elevata rispetto all'obiettivo del 2 per cento "in parte per effetto di shock dell'offerta che hanno spinto i prezzi al rialzo in alcuni settori, inclusa l'energia"; nella versione di settembre quella frase è stata eliminata e resta la sola constatazione che l'inflazione è elevata. Il secondo riguarda la geopolitica: il riferimento al "conflitto in Medio Oriente" è stato sostituito dalla dicitura più ampia "sviluppi geopolitici", mentre il Committee osserva che l'incertezza resta elevata ma "la spesa interna è stata resiliente". Il terzo è la cancellazione di quel "nonostante l'incertezza elevata" che a luglio apriva il giudizio sull'attività: ora la Fed scrive che l'economia si sta espandendo a un ritmo solido e che la crescita della produttività è forte, con gli investimenti in capitale robusti.
Le proiezioni economiche aggiornate spostano verso l'alto il percorso dei tassi. Il tasso mediano dei federal funds a fine 2026 sale al 4,1% dal 3,8% indicato a giugno, un livello coerente con un ulteriore rialzo da 25 punti base entro dicembre: restano due riunioni, a ottobre e dicembre, e il mercato vi prezza altro tightening. Le proiezioni per il 2027 salgono al 4,1% dal 3,6% e quelle per il 2028 al 3,9% dal 3,4%, entrambe 50 punti base più in alto rispetto a giugno, mentre il tasso di lungo periodo passa al 3,2% dal 3,1%. Sul quadro macro la Fed vede per il 2026 una crescita del Pil reale al 2,3% dal 2,2%, la disoccupazione al 4,1% dal 4,3%, l'inflazione Pce al 3,7% dal 3,6% e il core Pce al 3,4% dal 3,3%. Il messaggio che emerge è quello di tassi alti più a lungo: crescita più forte, mercato del lavoro più solido e inflazione leggermente più alta giustificano un percorso di politica monetaria restrittivo per più tempo.


