Il PPI americano di agosto restituisce un quadro misto, ma sposta le scommesse sulla Fed. L'indice dei prezzi alla produzione è salito dello 0,4 percento su base mensile, esattamente come previsto, mentre il dato annuo è salito al 5,4 percento dal 4,8 percento rivisto di luglio: sopra il 5,3 percento atteso e massimo del 2026, secondo i dati del Bureau of Labor Statistics diffusi il 10 settembre. Il core, che esclude alimentari ed energia, si è fermato al più 0,2 percento mensile, sotto il più 0,3 percento previsto, con il tasso annuo al 4,6 percento dal 4,3 percento rivisto.
La spinta arriva dall'energia
Il rialzo del dato headline poggia quasi interamente sull'energia: i prezzi dell'energia della domanda finale sono saliti del 4,2 percento nel mese e il solo gasolio ha registrato un balzo del 24,1 percento, oltre un terzo dell'aumento dei prezzi dei beni. I beni sono cresciuti dell'1,1 percento, interrompendo due cali mensili consecutivi, mentre i servizi si sono fermati al più 0,1 percento. Fuori dall'energia resta un focolaio legato all'intelligenza artificiale: i componenti elettronici sono saliti del 3,4 percento nel mese e del 27,6 percento sui dodici mesi. Più a monte nella catena produttiva, i beni lavorati per la domanda intermedia sono aumentati dell'1,8 percento nel mese e dell'11,5 percento su base annua, mentre l'indice della gestione di portafoglio, che alimenta il deflatore PCE, è sceso dell'1,6 percento nel mese ma resta il 18,8 percento sopra il livello di un anno prima.
Le scommesse sulla Fed: dal 64 al 70 percento
Il mercato ha reagito subito. Secondo i dati CME FedWatch citati dalla CNN, la probabilità di un rialzo dei tassi al Fomc del 15-16 settembre è salita al 70 percento dal 64 percento dopo la pubblicazione. investingLive, che segue i future sui Fed funds, si fermava al 64 percento nella lettura di metà mattinata americana e segnalava un dollaro più forte. I rendimenti dei Treasury sono risaliti e il Brent ha superato i 105 dollari al barile per la prima volta da fine maggio. Il governatore Christopher Waller ha detto che un'inflazione ostinata lo spingerebbe a "considerare un rialzo dei tassi", pur preferendo altrimenti lasciare i tassi fermi. L'obiettivo di inflazione della Federal Reserve è il 2 percento.


