Il rendimento aggiuntivo che gli investitori chiedono per detenere titoli di Stato francesi a dieci anni invece dei Bund tedeschi di pari scadenza ha superato i 110 punti base questa settimana e giovedì pomeriggio si attestava a 113 punti base, come riportato da GlobalCapital il 24 settembre. È il differenziale più ampio dalla crisi del debito sovrano dell'area euro del 2012. Lo spread era partito a inizio anno da 82 punti base ed era sceso a 63 punti base a fine giugno: il movimento delle ultime settimane è quindi rapido e, per un emittente sovrano di riferimento, anche simbolicamente rilevante.
Il riprezzamento avviene su una base di conti pubblici in peggioramento. Alla fine del primo trimestre 2026 il debito pubblico francese nella definizione di Maastricht era pari a 3.536,1 miliardi di euro, il 117,5% del Pil, il rapporto più alto dell'area euro dopo la Grecia (137% del Pil) e l'Italia (tra 137% e 139%), secondo i dati Insee citati da BFM Business. Il 19 settembre il ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato una traiettoria rivista: debito al 119,3% del Pil nel 2026 e al 121,7% nel 2027, i livelli più alti dal 1995, con il deficit pubblico atteso al 5,4% del Pil quest'anno contro un obiettivo iniziale del 5,0%, dopo il 5,1% del 2025. Il ministero ha attribuito 0,3 punti percentuali dello scarto di 0,4 punti ai "choc successivi" — la guerra in Medio Oriente e le siccità — che hanno ridotto la crescita e quindi le entrate, e 0,1 punto al ritorno dell'inflazione e al maggiore costo di finanziamento dello Stato. La Francia si finanzia oggi a circa il 4,56%, un punto circa in più della Germania, secondo BFM.
Tre canali trasmettono lo spread più ampio ai conti pubblici. Primo: ogni nuovo OAT collocato a rendimenti più alti sostituisce progressivamente titoli emessi quando i tassi erano molto più bassi, quindi il costo del servizio del debito sale prima ancora che il debito stesso aumenti. Secondo: come osserva GlobalCapital, la domanda di carta francese fatica a tenere il passo dell'offerta. Terzo: il calendario politico restringe i margini, perché il primo ministro Sébastien Lecornu deve tentare di far passare il bilancio 2027 in un'Assemblea nazionale profondamente divisa, come i suoi tre predecessori hanno provato senza riuscirci. Ha annunciato 54 miliardi di euro di risparmi nella legge di finanza 2027, sostenendo che senza quelle misure il deficit si avvicinerebbe al 6,5% del Pil nel 2027; il governo punta a un deficit del 4,8% escludendo le nuove spese militari e del 5% includendole, e mantiene l'obiettivo del 3% nel 2029.


