IKEA torna a tagliare i listini. Dal 1° settembre sono scesi i prezzi di centinaia di prodotti in tutta Europa, con un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro sostenuto da Ingka Group, il principale affiliato del gruppo, dagli altri franchisei del marchio e da Inter IKEA Group. L'operazione riguarda circa 1.500 prodotti, con riduzioni medie tra il 15% e il 25% a seconda dei mercati, e ha un obiettivo dichiarato: rendere l'arredamento accessibile in un momento in cui l'inflazione sta comprimendo i bilanci delle famiglie europee.
Cosa cambia, paese per paese
In Italia i prezzi di centinaia di prodotti sono stati ridotti in media del 22%. Il taglio più profondo riguarda la scaffalatura Kallax, che scende fino al 29%: la versione da 77x147 centimetri ora costa 55 euro. I telai del sistema Bestå perdono in media il 26%, la poltrona Poäng il 12,5% (ora a 69,95 euro) e il divano Kivik parte da 299 euro con il 25% in meno nella versione a due posti.
In Germania, il primo mercato del gruppo per fatturato, oltre 1.500 prodotti vengono ridotti di una media del 20%, con il mobile TV Bestå che scende del 27% e la linea cucina IKEA 365+ fino al 24%. Nel Regno Unito i ribassi arrivano fino al 28% sulla libreria Billy, mentre la soluzione contenitore Trofast perde il 24%.
I prodotti coinvolti non sono periferici: Kallax, Poäng e il letto Hemnes sono tra gli articoli più iconici del catalogo, in produzione da decenni e tra i più venduti di sempre.
Il contesto: inflazione al 3,3% e vendite in calo
La mossa arriva mentre l'inflazione torna a correre. Secondo la stima preliminare di Eurostat, a agosto i prezzi al consumo dell'Eurozona sono saliti del 3,3% su base annua, dal 2,9% di luglio, spinti soprattutto dall'energia, cresciuta oltre il 14% in un anno. Anche l'Italia segna il 3,3% secondo l'Istat, con gli energetici come principale fattore di crescita.
Non è un caso che l'offensiva sui prezzi parta proprio adesso: la fiducia dei consumatori europei è ai minimi da tre anni e le famiglie rinviano gli acquisti non essenziali come arredamento e ristrutturazioni. Il gruppo poi parte da una base difficile: nell'esercizio fiscale 2024-25 Inter IKEA ha chiuso con un fatturato di 44,6 miliardi di euro, in calo dell'1%, e un utile netto crollato del 32% a 1,5 miliardi. Le riduzioni di prezzo introdotte per sostenere le vendite hanno contribuito alla contrazione della redditività.
Rinunciare al margine per vendere di più
Investire 1,2 miliardi sui listini è una scommessa esplicita: accettare margini inferiori per riportare i clienti nei negozi. Il ceo di Ingka Group, Juvencio Maeztu, ha chiarito che non si tratta di una campagna a tempo: «Questo investimento non è un'iniziativa o una campagna a breve termine, ma mira a rendere Ikea più accessibile quando le persone ne hanno più bisogno, anche a costo di accettare un margine inferiore». Al Financial Times ha aggiunto la metafora che riassume la strategia: «Ikea riduce il prezzo dell'ombrello quando piove. E sta piovendo per molti clienti, perché il costo della vita aumenta».
Anche Jakub Jankowski, amministratore delegato di Inter IKEA Group, ha parlato di impegno di lungo periodo: «Credo fortemente che non sia un evento una tantum. Lo continueremo a fare. È un impegno a lungo termine». Jankowski ha assicurato che i fornitori non subiranno pressioni sui costi e che volumi più alti dovrebbero tradursi in produzioni più grandi.
Il precedente è recente: nel 2024 il gruppo aveva abbassato i prezzi in tutti i mercati, una prima tornata che aveva già sostenuto i volumi di vendita. Questa seconda fase si concentra sull'Europa, dove la catena di fornitura integrata rende i tagli meno costosi, mentre per Nord America e Asia è previsto un programma aggiuntivo da 70 milioni di euro per far fronte a inflazione e fluttuazioni valutarie.
Oltre i ribassi: negozi più piccoli e più prossimità
La strategia non si ferma ai prezzi. In parallelo il gruppo investe per avvicinarsi ai clienti aprendo molti negozi di dimensioni più ridotte nell'ambito della propria strategia omnicanale, che integra grandi magazzini, punti vendita compatti, e-commerce e app.
In Italia, dove Ikea opera da 37 anni con circa 8.000 collaboratori, oltre 50 punti di contatto e più di 260 milioni di visitatori tra negozi e sito nell'anno fiscale 2025, l'operazione è presentata come una promessa di lungo periodo. «Abbassare i prezzi su centinaia dei nostri prodotti più amati non è parte di una promozione isolata, ma è una promessa che facciamo alle persone di stare concretamente al loro fianco», ha dichiarato Alpaslan Deliloglu, amministratore delegato di IKEA Italia. Il mercato italiano, con ricavi per circa 2,2 miliardi di euro nel 2025, è il quinto del gruppo dopo Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Francia.
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