La produzione di greggio dell'Arabia Saudita è crollata al livello più basso registrato in 36 anni: il regno ha comunicato all'OPEC che l'output è sceso di 1,9 milioni di barili al giorno, portandosi a 6,238 milioni b/g ad agosto. Il calo — il più brusco mai registrato in un singolo mese nella storia della produzione saudita — è causato dalle interruzioni a catena sulle rotte marittime di esportazione mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran si intensifica.
L'ultima volta che la produzione saudita era a questi livelli fu nel 1990, durante la guerra del Golfo, quando le forze irachene occuparono il Kuwait e il regno accelerò la produzione per compensare l'offerta regionale perduta. Questa volta il vincolo non è la capacità produttiva, ma la possibilità fisica di trasportare il greggio fuori dal paese.
Le rotte di esportazione strette da due lati
Prima che la guerra tra Stati Uniti e Iran iniziasse il 28 febbraio, l'Arabia Saudita spediva gran parte del suo greggio attraverso lo stretto di Hormuz, la via d'acqua che separa l'Iran dall'Oman e dagli Emirati Arabi Uniti. Dopo che USA e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha risposto attaccando il traffico petrolchimico nello stretto, costringendo il regno a deviare le esportazioni verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso tramite l'oleodotto East-West.
Quel piano B è crollato a luglio, quando i ribelli Houthi dello Yemen — sostenuti dall'Iran — hanno dichiarato un blocco navale dell'Arabia Saudita, colpendo navi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. Nella scorsa settimana, solo due cargo sauditi sono passati attraverso Bab el-Mandeb, secondo dati dell'azienda di analisi marittima Kpler riportati dal New York Times.
Gli Houthi hanno anche colpito direttamente il suolo saudita. Il 9 settembre, il gruppo ha dichiarato di aver preso di mira Khamis Mushait e le installazioni di Saudi Aramco ad Abha, Najran e Jizan, ferendo 73 persone e provocando chiusure temporanee di diversi siti, secondo le autorità saudite. Lo stesso giorno gli Houthi hanno annunciato di aver riconquistato il porto di Mocha, vicino a Bab el-Mandeb, al governo yemenito riconosciuto dall'ONU, rafforzando ulteriormente il controllo su un punto critico delle rotte marittime.
Esportazioni e offerta di mercato
Le esportazioni di greggio saudita sono scese a 3,2 milioni b/g ad agosto, il livello più basso in 13 anni, secondo dati Kpler citati da Al-Monitor. Nonostante il crollo della produzione, l'offerta totale di petrolio dell'Arabia Saudita sul mercato ha raggiunto 7,122 milioni b/g in agosto — superando la produzione — il che suggerisce che il regno ha attingere dalle scorte commerciali o strategiche per mantenere le consegne ai clienti.
Il crollo della produzione ha portato il Brent, il benchmark internazionale, a 105,79 dollari al barile. L'aumento dei prezzi riflette non solo la distorsione saudita, ma un più ampio irrigidimento dell'offerta globale mentre la guerra continua a ridisegnare i flussi in Medio Oriente.
L'OPEC si sfalda
La crisi della produzione arriva in un momento di profonda frammentazione all'interno dell'OPEC. Gli Emirati Arabi Uniti hanno lasciato il cartello a maggio dopo anni di frustrazione con le quote di produzione che limitavano la loro capacità di sviluppare nuova capacità. L'Iraq, secondo produttore dell'OPEC, ha minacciato a giugno di seguire lo stesso percorso se non gli fosse stata assegnata una quota più alta, anche se il primo ministro Ali al-Zaidi ha ritrattato la minaccia a luglio, dichiarando che l'Iraq avrebbe cercato una quota equa all'interno del gruppo.
Il Venezuela, detentore delle più grandi riserve di petrolio provate al mondo, sta valutando anch'esso un'uscita mentre apre il proprio mercato agli investimenti statunitensi dopo l'arresto del presidente Nicolas Maduro da parte delle forze USA a gennaio. Il presidente Donald Trump ha detto in agosto che Caracas deciderà alla fine se rimanere nel cartello.
Per l'Arabia Saudita, produttore a regime e membro più influente dell'OPEC, la doppia morsa dei punti critici sulle rotte di esportazione e delle fratture politiche interne solleva una domanda che il regno non si è posta dal 1990: come mantenere in movimento il petrolio quando ogni via d'uscita è sotto minaccia.
Fonti
- Al-Monitor, "Saudi Arabia's oil production slumps to lowest in 36 years as war bites," 10 settembre 2026. al-monitor.com
- Anadolu Agency, "Saudi oil output plunges to lowest since 1990 amid fallout from US-Iran war." aa.com.tr
- TradingEconomics, "Saudi Arabia Crude Oil Production." tradingeconomics.com