Le autorita' turche hanno arrestato 45 dei 76 indagati nell'inchiesta sul crollo di 131 fondi d'investimento, ha annunciato venerdi' il ministro della Giustizia Akin Gurlek, in uno scandalo che ha gia' prosciugato le riserve della banca centrale e scosso la Borsa di Istanbul. Il ministro ha scritto sui social che sono stati sequestrati i patrimoni di chi possedeva o gestiva i fondi liquidati e dei loro familiari stretti, aggiungendo che "nessuno viene protetto".
Tra gli arrestati, secondo i media e le dichiarazioni della procura, c'e' Erkan Kilimci, vice governatore della banca centrale turca dal 2016 al 2018 e membro del consiglio di Tera Yatirim, societa' di intermediazione la cui controllata Tera Portfoy gestiva alcuni dei fondi che non hanno onorato i rimborsi. Tra gli indagati figurano anche il presidente di Tera Yatirim Emre Tezmen e i dirigenti Alper Ozturk, Emre Alkin e Kerem Alkin, oltre al presidente di Pusula Holding Serdar Turhan.
La crisi nasce da un cambio di regole, non da uno shock di mercato. All'inizio di settembre la Capital Markets Board (SPK) ha stabilito che i fondi non possono piu' investire tutte le attivita' in un solo titolo e devono diversificare: una misura rivolta ai veicoli concentrati su azioni poco liquide e difficili da vendere. Per adeguarsi, i gestori hanno iniziato a vendere e gli investitori si sono precipitati a chiedere il rimborso; la settimana scorsa diverse societa' hanno ammesso di non riuscire a soddisfare le richieste. Il 16 settembre il BIST 100 ha chiuso in calo del 6 per cento e sull'intera settimana l'indice ha perso oltre l'8 per cento, la performance settimanale peggiore da marzo 2025.
Il giorno dopo la SPK ha sospeso le negoziazioni su 131 fondi gestiti da sette societa' di gestione del risparmio e ha incaricato Is Bank e Ziraat Bank della liquidazione. La finestra di liquidazione, inizialmente di tre mesi, e' stata poi estesa a sei, con l'autorita' che ha precisato che il processo potrebbe concludersi prima. Secondo la SPK i fondi coinvolti hanno 455.758 investitori individuali; il loro patrimonio e' stimato in oltre 18 miliardi di dollari dal Daily Sabah, mentre l'Agence France-Presse ha indicato una cifra di circa 17 miliardi. Il depositario centrale turco (MKK) ha fatto sapere giovedi' che i pagamenti finali dipenderanno dai prezzi a cui saranno vendute le attivita' dei fondi e che, per gli ordini eseguiti prima della liquidazione ma non ancora regolati, varra' il prezzo della data di vendita.
La tensione ha ormai raggiunto il bilancio della banca centrale. Le riserve ufficiali erano pari a 174,4 miliardi di dollari nella settimana al 18 settembre, in calo di 4,3 miliardi (-2,4 per cento) rispetto ai 178,7 miliardi della settimana precedente, secondo i dati diffusi giovedi'. Si tratta del quarto calo settimanale consecutivo, dopo i 188,2 miliardi del 28 agosto. Le riserve auree sono salite dell'1,2 per cento a 111,6 miliardi di dollari, attutendo la discesa, e la banca centrale ha aumentato i prestiti alle banche per alleggerire la carenza di lire sul mercato.
Il governo respinge l'idea di un evento sistemico. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato giovedi' che i responsabili saranno chiamati a rispondere e che la liquidazione dei fondi non comporta rischi per il sistema finanziario ne' per l'economia. Il ministro del Tesoro e delle Finanze Mehmet Simsek ha smentito giovedi' in serata le voci di dimissioni, definendole infondate e invitando a ignorare speculazioni "finalizzate a minare la stabilita' economica del Paese". Il Comitato per la stabilita' finanziaria, guidato dal ministero, si era riunito il 17 settembre attribuendo i problemi a difficolta' di credito e liquidita' di un numero limitato di societa' di gestione.
L'inchiesta si allarga oltre i fondi. La SPK ha presentato denunce penali per presunta manipolazione di mercato su azioni di Katilimevim, Gundogdu Gida e Destek Finans Faktoring, e la procura ha esteso gli accertamenti alle operazioni di Pusula, Tera, Hedef e Bulls, chiedendo all'agenzia per i reati finanziari MASAK di esaminare movimenti di conto e trasferimenti di denaro e criptovalute all'estero risalenti al 2024. MASAK ha congelato circa 387,5 milioni di lire nei conti dei fondi, mentre i provvedimenti di congelamento e sequestro coprono circa 750 milioni di lire, pari a circa 15,3 milioni di dollari, in attivita' liquide.
Cio' che i dati attuali non stabiliscono e' quanto recupereranno alla fine gli investitori, ne' se il calo delle riserve sia una conseguenza diretta della vicenda dei fondi o rientri in una gestione valutaria piu' ampia. Il dato di 4,3 miliardi riguarda tutte le attivita' di riserva, non le sole valute estere, e l'aumento dell'oro compensa in parte la discesa. Il patrimonio in liquidazione e' stimato, non verificato ai prezzi di vendita, e le due stime delle agenzie differiscono di circa un miliardo di dollari. Sono distinzioni che contano: separano il fallimento circoscritto di un piccolo numero di gestori, come lo descrivono le autorita', da una piu' ampia rivalutazione del rischio sugli attivi turchi.
Fonti
- [Daily Sabah - Arrests in Turkiye investment fund probe reach 45](dailysabah.com)
- [Turkiye Today - Turkiye arrests ex-deputy central bank governor as fund probe expands](turkiyetoday.com)
- [RTHK (AFP) - Dozens arrested in Turkish fund crisis probe](news.rthk.hk)
- [Turkish Minute - Turkey's central bank reserves fall $4.3 billion amid fund turmoil](turkishminute.com)