I prezzi al consumo statunitensi sono saliti dello 0,4% in agosto su base mensile, dal +0,1% di luglio: il rialzo più ampio degli ultimi tre mesi. Su base annua l'indice generale resta al 3,4%, invariato rispetto a luglio e in linea con il consenso degli economisti.
A guidare l'aumento è ancora l'energia: la benzina è salita del 3,9% e ha spiegato da sola più di un terzo della variazione mensile, mentre l'indice energetico complessivo è cresciuto del 2,1% nel mese e del 16,3% su dodici mesi. Il carburante da riscaldamento è rincarato del 10,1% in un mese e del 52% in un anno; in controtendenza gas naturale (-1,1%) ed elettricità (-0,2%).
Il dato che ha spostato i prezzi: il core
La sorpresa è nel dato core, al netto di cibo ed energia: +0,3% su base mensile contro il +0,2% atteso, in accelerazione dal +0,2% di luglio. Su base annua il core scende invece al 2,4% dal 2,5%, il valore più basso da marzo 2021. Il quadro è quindi a due facce: la tendenza annuale dell'inflazione di fondo continua a migliorare, ma il passo mensile ha smesso di rallentare.
I rincari di agosto sono stati diffusi: comunicazioni +2,3%, alloggi fuori casa +2,4%, biglietti aerei +2,7% nel mese e +23,4% su anno, il maggiore aumento annuo dopo l'energia, istruzione +0,8%, auto usate +0,4%, auto nuove +0,3%. L'alloggio, la voce più pesante del paniere, è tornato a crescere dello 0,3% dopo il +0,1% di luglio, con canoni e affitti impliciti (Oer) a +0,2%, ma su dodici mesi rallenta al 3,0% dal 3,2%. In calo le cure mediche (-0,2%) e le assicurazioni auto. L'indice del cibo sale appena dello 0,1%: alimentari a casa piatti, ristorazione +0,3%, +2,7% su base annua.
La Fed: rialzo al 90%
Il report è l'ultimo dato sull'inflazione che il Federal Open Market Committee vedrà prima della riunione del 15-16 settembre, che si chiude mercoledì 16 con il voto sui tassi. Dopo la pubblicazione i future sui fed funds hanno portato al 90% circa le probabilità di un rialzo di 25 punti base, dai circa 70% precedenti al dato secondo il FedWatch del Cme; i mercati di previsione si fermano invece al 79%, dal 70% circa. Il costo del denaro è fermo nella forchetta 3,50%-3,75% da tutto il 2026: quello di settembre sarebbe il primo rialzo del ciclo sotto la presidenza di Kevin Warsh.
Mercati: azioni su, front-end giù
Venti minuti dopo il rilascio l'S&P 500 guadagnava lo 0,2% a 7.661,72 punti, il Nasdaq 100 lo 0,2% a 29.376,08 e il Dow lo 0,2% a 52.552,49; il Russell 2000 cedeva meno dello 0,1% a 2.916,90. Il rendimento del Treasury a due anni scendeva al 4,592%, sotto i livelli precedenti al dato e oltre 5 punti base sotto il massimo toccato subito dopo il rilascio. Il contesto resta teso: il Brent è sopra i 105 dollari al barile, il diesel ha superato i 6 dollari al gallone per la prima volta e il rendimento del trentennale americano si muove sui livelli visti l'ultima volta nel 2007.
Il segnale da leggere è la distanza tra le due curve: le probabilità di rialzo passano dal 70% al 90%, ma il rendimento a due anni non sale. Il mercato prezza un intervento, non l'avvio di un ciclo restrittivo.
Warsh, Waller e la domanda che conta
Warsh ha legato la sua linea al ritorno dell'inflazione al 2%: se i dati non migliorano, ha detto, c'è ancora lavoro da fare. Il governatore Christopher Waller aveva indicato la settimana scorsa che i numeri di agosto avrebbero pesato molto sulla sua decisione e che non serve molta accelerazione dei prezzi per spingerlo verso un rialzo. Per Kathy Bostjancic, capo economista di Nationwide, Warsh e altri hanno segnalato che i tassi possono restare fermi solo se la disinflazione prosegue, e il report di agosto questa continuità non l'ha offerta: Nationwide ora prevede un rialzo di un quarto di punto.
La partita vera, quindi, si sposta sul tono. Mercoledì il mercato non cercherà soltanto la decisione, ma capire se si tratti di un intervento isolato o dell'inizio di una fase più restrittiva. Il prossimo appuntamento con l'inflazione americana è il 14 ottobre, con il Cpi di settembre. Fino a quel momento la volatilità su obbligazioni, dollaro e asset più sensibili alla liquidità è destinata a restare alta.
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