La Camera dei Rappresentanti statunitense ha approvato mercoledì 16 settembre 2026, con 262 voti a 159, il Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026 (H.R. 5334), mandando il provvedimento alla firma del presidente Donald Trump. Il voto segna il culmine di un percorso legislativo di oltre un anno e mezzo, accelerato dalla morte improvvisa del senatore Lindsey Graham a luglio.
Il testo, già approvato dal Senato l'8 agosto con un voto schiacciante di 86 a 11, autorizza il presidente a imporre tariffe fino al 100 percent sui cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas naturale russi — Cina e India in primis — o sui paesi che aiutano Mosca a eludere le sanzioni. Una eccezione è prevista per i paesi che importano meno del 15 percent del proprio gas naturale dalla Russia e stanno compiendo «passi significativi» per ridurre tali importazioni.
La Camera ha votato l'ultimo giorno di sessione prima della pausa elettorale di metà mandato. Hanno votato a favore 203 repubblicani, 58 democratici e un indipendente; contro si sono espressi 7 repubblicani e 152 democratici. Il presidente della Camera Mike Johnson ha definito il voto un «messaggio potente di unità americana» che «dà all'amministrazione ogni strumento nel toolbox per portare questa guerra a una fine giusta».
La opposizione democratica si è concentrata sul timore che il testo ampli eccessivamente i poteri tariffari del presidente. I rappresentanti Gregory Meeks (New York), Don Beyer (Virginia) e Richard Neal (Massachusetts) hanno dichiarato che il provvedimento «farebbe più male che bene», sottolineando come espanda le facoltà tariffarie presidenziali senza imporre obbligatoriamente sanzioni alla Russia. Il capo della minoranza alla Camera Hakeem Jeffries si è espresso contro il testo, citando «tante loophole scritte nel bill» che mettono in dubbio se le sanzioni «vedranno mai la luce del giorno».
Dall'altro fronte, il repubblicano Michael McCaul del Texas ha ribattuto che «puoi eludere le sanzioni — cosa che i russi fanno da anni — ma non puoi eludere le tariffe», definendo le tariffe «i denti» del provvedimento. La legge conferisce al presidente l'autorità a rinunciare alle sanzioni se certifica al Congresso che è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti.
Oltre alle tariffe sui compratori di energia russa, il testo include sanzioni contro il presidente russo Vladimir Putin, funzionari del suo governo, oligarchi e istituzioni finanziarie russe. Su richiesta di Trump, la norma estende inoltre le sanzioni ai settori energetici e delle armi dell'Iran. Il provvedimento rappresenta la prima legislazione bipartisan del Congresso a sostegno dell'Ucraina dal pacchetto di aiuti approvato nell'aprile 2024.
Il defunto senatore Lindsey Graham, repubblicano della Carolina del Sud, morto a luglio all'età di 71 anni, aveva annunciato poco prima della sua scomparsa di aver raggiunto un accordo con la Casa Bianca per far avanzare il testo. La senatrice Darline Graham, sorella di Lindsey e nominata per completare il suo mandato, ha dichiarato dal pulpito del Senato che la guerra contro l'Ucraina è finanziata principalmente dai proventi energetici russi e che la legge «colpisce Putin dove fa più male».
Con l'approvazione della Camera, il testo è ora pronto per la firma presidenziale. L'amministrazione Trump aveva già indicato a luglio, in una dichiarazione di politica amministrativa, che i consiglieri avrebbero raccomandato la firma.
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