A poche ore dal primo test parlamentare sul Digital Asset Market Clarity Act, i democratici del Senato hanno consegnato ai negoziatori repubblicani una controproposta, secondo quanto riportato da Politico. La mossa è arrivata nella notte tra lunedì 14 e martedì 15 settembre, dopo una riunione nell'ufficio del leader della minoranza Chuck Schumer, e non ha sbloccato lo stallo: i repubblicani hanno ribadito che il testo pubblicato domenica sera è la loro offerta "ultima, migliore e definitiva". Il voto di cloture sulla mozione per procedere con H.R. 3633 è fissato per le 14:15 ET di martedì, le 20:15 in Italia. Non è un voto di approvazione definitiva: servono 60 senatori per chiudere il dibattito e aprire la discussione in aula. Se la mozione fallisce, l'iter del disegno di legge più ambizioso mai arrivato al Senato sugli asset digitali si ferma, con ogni probabilità, fino a dopo le elezioni di midterm di novembre.
Il nodo è ancora una volta il capitolo etico. Il testo repubblicano recepisce 126 modifiche chieste dai democratici in oltre un anno di negoziato e introduce divieti per il presidente, il vicepresidente, i membri del Congresso, i giudici federali e i loro coniugi: chi è coperto non può emettere o sponsorizzare asset digitali e deve dismettere le partecipazioni rilevanti o conferirle in un blind trust qualificato, mentre i procuratori generali statali ottengono un ruolo nell'applicazione delle regole. Il senatore democratico Mark Warner ha detto che le tutele etiche non sono "nemmeno vicine" a quanto necessario, e Raphael Warnock ha spiegato che i democratici non dovrebbero far avanzare un testo che non affronta "opportunità di corruzione che vediamo in tempo reale". Ruben Gallego ha parlato di un'offerta con "molto da desiderare" e di una controproposta da costruire. Dalla parte repubblicana Cynthia Lummis ha replicato che il presidente Donald Trump ha già accettato due concessioni etiche significative e che non c'è "nient'altro da dare", aggiungendo che "i democratici hanno ottenuto ciò che volevano; ora devono accettare un sì". Il consigliere della Casa Bianca per gli asset digitali Patrick Witt ha liquidato le modifiche residue come questioni di "punteggiatura". Un punto tecnico sollevato dallo staff della senatrice Elizabeth Warren in commissione Bancaria sostiene invece che il meccanismo affidato ai procuratori generali statali possa essere neutralizzato da una determinazione dei funzionari etici della Casa Bianca, indebolendo proprio la concessione indicata dai repubblicani come prova di buona fede. Non tutto il gruppo democratico rema contro: Kirsten Gillibrand ha spinto privatamente i colleghi a sostenere la mozione procedurale.
All'opposizione democratica si sono aggiunti altri fronti. Una coalizione di 18 procuratori generali statali contesta i limiti che il testo introdurrebbe alla loro autorità di perseguire le frodi nel settore crypto, e l'Indian Gaming Association ha invitato le tribù a fare pressione sui senatori contro le norme sui mercati di previsione. I gruppi bancari, dal canto loro, sostengono che la versione finale lasci scappatoie sulla remunerazione delle stablecoin pagate ai clienti.

