Il Board della Federal Reserve ha chiesto commenti pubblici giovedì 24 settembre 2026 su due proposte che inseriscono gli emittenti di payment stablecoin da esso vigilati in un quadro regolatorio ai sensi del GENIUS Act. Ciascuna proposta prevede una finestra di consultazione di 60 giorni che decorre dalla pubblicazione in Federal Register, data che il Board non ha ancora fissato. Il governatore Michael S. Barr ha pubblicato una dichiarazione separata sulle proposte.
Cosa è cambiato
La prima proposta obbligherebbe gli emittenti di payment stablecoin vigilati dal Board a coprire integralmente i token con riserve ammissibili, indicate dal Board nei Treasury bill a breve termine e in altre attività liquide di alta qualità. Lo stesso testo fissa requisiti di capitale standardizzati per i rischi di credito e operativi dell'attività di payment stablecoin, standard di gestione del rischio e regole per le società vigilate dal Board che custodiscono le attività a garanzia dei token. Chiarisce inoltre quali attività su stablecoin e correlate siano ammesse per le banche vigilate dal Board.
La prima proposta affronta anche i rendimenti. Nel testo della Fed "alcuni tipi di accordi che coinvolgono terze parti sarebbero presunti come pagamenti di interessi o rendimenti vietati", un approccio che la banca centrale ha definito coerente con quello dell'Office of the Comptroller of the Currency, secondo quanto riportato da CoinDesk.
La seconda proposta introduce un processo di domanda su misura per le banche vigilate dal Board che vogliono emettere payment stablecoin. I richiedenti dovrebbero presentare un business plan, informazioni finanziarie e "politiche, procedure e altri documenti pertinenti", secondo la lettura del testo fatta da CoinDesk, e la proposta istituirebbe un processo per ricorsi, udienze e determinazioni finali.
Il confronto
Il GENIUS Act — formalmente Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act — imponeva a regolatori bancari e Tesoro di avere le norme in vigore entro luglio 2026, scadenza superata da tutti. La Fed non è la prima: la FDIC ha avviato la sua parte del processo a dicembre, il Tesoro ha proposto il mese scorso le definizioni federali per l'emissione di stablecoin in dollari e a giugno diverse agenzie hanno proposto che gli emittenti identifichino gli utenti come le altre imprese finanziarie regolate, secondo la ricostruzione della sequenza fatta da CoinDesk. Sui rendimenti il testo di riferimento è ora il GENIUS Act, perché il tentativo di rivederlo con il Digital Asset Market Clarity Act non è andato a buon fine.
Perché conta
I requisiti su riserve, capitale e custodia stabiliscono cosa devono detenere gli emittenti di token in dollari e quanto capitale devono raccogliere, mentre il trattamento degli accordi con terze parti incide su quanto le piattaforme possono spingersi nel pagare gli utenti che detengono stablecoin, la questione che ha diviso il dibattito sul Clarity Act. La procedura di domanda determina quali banche possono emettere e su quale base probatoria, mentre la parte su ricorsi e udienze offre ai richiedenti una via per contestare un rifiuto.
Limiti
Sono proposte, non norme finali. Nessun emittente è ancora vincolato e il Board può rivedere i testi dopo la consultazione; regolamenti di questo tipo richiedono di norma diversi mesi, se non più, per arrivare alla versione definitiva. La categoria delle riserve è definita a livello generale, lasciando i criteri precisi di ammissibilità alla norma finale. Barr si è detto "incoraggiato dalle disposizioni sulla limitazione delle attività di riserva, così come da requisiti di capitale trasparenti e standardizzati" e ha chiesto un input pubblico sulla capacità della proposta di "affrontare adeguatamente i rischi di tasso di interesse e di valuta estera". Ha aggiunto che "sarà importante che i diritti di rimborso universali siano chiari nella norma finale" e ha detto di voler risolvere nella versione definitiva uno standard che impedirebbe al Board di avviare azioni di vigilanza o esecutive per una carenza antiriciclaggio se non è "significativa o sistemica". Sulla premessa centrale è stato condizionale: "Le stablecoin saranno stabili solo se potranno essere rimborsate in modo affidabile e rapido alla pari in una serie di condizioni".
Fonti