Il rendimento del titolo decennale francese e' salito giovedi in sessione fino al 4,9629 per cento, a un passo dalla soglia del 5 per cento e al livello piu' alto dal 2002, per poi invertire la rotta dopo la presentazione del progetto di budget 2027 del governo. Verso le 11:05 GMT il rendimento si attestava al 4,8309 per cento, in calo di 1,2 punti base sulla giornata, a fine di un trimestre chiuso con la crescita piu' marcata dei costi di finanziamento di lungo termine della Francia in quasi 40 anni, secondo i dati compilati da Reuters e riportati da Boursorama. Il premio richiesto dagli investitori per detenere debito francese a dieci anni invece dei Bund tedeschi di pari scadenza ha toccato 133,18 punti base nel massimo della seduta, l'ampiezza piu' ampia da maggio 2012, per poi rientrare a 127,52 punti base.
Il movimento francese si inserisce in un piu' ampio riprezzamento del debito sovrano europeo. Il Bund tedesco a dieci anni rendeva il 3,582 per cento dopo essere salito in sessione al 3,6432 per cento, vicino al picco di lunedi' al 3,6526 per cento, il livello piu' alto dal giugno 2009: il Bund ha guadagnato 71 punti base nel terzo trimestre. In Italia il decennale ha toccato il 4,7271 per cento e lo spread BTP-Bund ha raggiunto 107,49 punti base, l'apertura piu' ampia da maggio 2025. I costi di prestito britannici a 30 anni hanno superato il 6 per cento, livello non visto dal 1998, mentre i Treasury USA a 10 e 30 anni hanno toccato il massimo dal 2002, al 5,32 e al 5,66 per cento, dopo il trimestre peggiore per i titoli di Stato americani dal 1994. La vendita e' proseguita nonostante il calo del prezzo del petrolio per la ripresa delle esportazioni dal Golfo e un aumento inatteso delle scorte statunitensi.
Il catalizzatore di giovedi e' di natura fiscale. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha presentato un progetto di budget 2027 costruito su 43 miliardi di euro di nuove economie, con l'obiettivo ribadito di riportare il deficit pubblico al 3 per cento del Pil nel 2029. Il governo ha mancato l'obiettivo del 5 per cento di deficit per il 2026, con stime che si fermano attualmente al 5,4 per cento, e punta al 5 per cento nel 2027. Secondo le previsioni del ministero dell'Economia citate da Il Sole 24 Ore, il carico fiscale obbligatorio arrivera' al 44,2 per cento del Pil nel 2027, dal 43,9 per cento del 2026. Lecornu ha escluso aumenti fiscali generalizzati, aumentando invece gli stanziamenti per forze armate, giustizia, interni, difesa, casa, ricerca e ambiente, compensati da cio' che il governo ha definito risparmi molto sostanziali in altri settori, inclusi 2,5 miliardi di euro dal ministero del Lavoro. Le misure di austerita' dovrebbero colpire gli enti locali e la sicurezza sociale, e' prevista inoltre una riduzione della sovraccarico sulle imprese. Il Sole 24 Ore rileva anche che le misure sono in larga parte reversibili dalla nuova maggioranza attesa dalle elezioni generali del 2027.


