L'Iran si dice "molto vicino" a un accordo di navigazione con l'Oman sullo Stretto di Hormuz, ma avverte che l'intesa da sola non basterà a riaprire la via d'acqua. Secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, la riapertura del transito dipende da condizioni aggiuntive che Teheran chiede a Washington, inclusa una compensazione per quella che definisce la "violazione" statunitense. Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno fatto sapere che toglieranno il blocco navale ai porti iraniani solo quando riprenderà il traffico commerciale senza restrizioni.
Un accordo vicino ma non sufficiente
Secondo quanto ricostruito da [PBS NewsHour](https://www.pbs.org/newshour/world/whats-holding-up-the-iran-oman-proposal-to-reopen-the-strait-of-hormuz), a metà settimana Iran e Oman avevano trovato un'intesa di massima: navi in entrata su una corsia più vicina all'Iran, navi in uscita su una corsia più vicina all'Oman, nessun pedaggio, sminamento dello stretto e riavvio del cronometro di 60 giorni previsto dal memorandum di giugno per tornare al cessate il fuoco e ai negoziati più ampi. A far saltare l'accordo sarebbero state le richieste aggiuntive presentate in extremis dalle Guardie della Rivoluzione: impegni chiari a rimuovere il blocco navale, a revocare le sanzioni, a consentire all'Iran di vendere petrolio in dollari e a introdurre pedaggi sul transito.
Le condizioni di Teheran
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha sottolineato che le trattative con l'Oman sono nella fase finale di redazione di una dichiarazione congiunta, ma ha avvertito che l'accordo bilaterale "non può in sé essere interpretato come il fatto che la via d'acqua sia diventata sicura per il transito": la principale fonte di instabilità restano gli Stati Uniti e il blocco navale dei porti iraniani, come riporta [Al Jazeera](https://www.aljazeera.com/news/2026/8/6/hormuz-deal-close-whats-the-latest-on-each-sides-positions). Teheran ha ribadito che non riaprirà lo stretto finché il blocco non sarà rimosso, mentre Washington esclude qualsiasi pedaggio o richiesta di approvazione iraniana per il transito: "Non permetterò che facciano pagare. Se qualcuno farà pagare, faremo pagare noi", ha detto Donald Trump.


