Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto superiore a 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo secondo trimestre l'utile netto ha raggiunto 610 milioni di euro, in aumento del 27,3 per cento su base annua.
I ricavi complessivi del gruppo si attestano a circa 4 miliardi di euro nel semestre. Nel secondo trimestre hanno raggiunto 2,065 miliardi di euro, in aumento del 5,4 per cento rispetto ai primi tre mesi dell'anno, sostenuti dalle commissioni, cresciute dell'8,4 per cento nel trimestre, e dal margine di interesse, salito del 2,5 per cento. Le attività finanziarie della clientela hanno raggiunto circa 300 miliardi di euro; i finanziamenti in bonis sono aumentati del 5,6 per cento su base annua e i costi sono scesi dello 0,7 per cento.
Il Cet1 ratio, principale indicatore della capacità della banca di assorbire eventuali perdite, è salito al 16,3 per cento dal 15,9 per cento di fine marzo, un livello superiore ai requisiti delle autorità di vigilanza.
I conti del semestre incorporano ormai il contributo di Mediobanca, entrata nel perimetro del gruppo dopo l'operazione dello scorso anno: nel secondo trimestre ha aggiunto 925 milioni di euro ai ricavi e 456 milioni di euro al risultato operativo netto. Le due banche hanno approvato a marzo il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, con un rapporto di cambio di 2,450 azioni Mps per ogni azione Mediobanca; secondo quanto comunicato dalla banca, l'integrazione procede secondo i piani e il completamento è previsto nel quarto trimestre 2026.
Il piano industriale presentato a febbraio prevede un utile netto adjusted di 3,3 miliardi di euro nel 2028 e di 3,7 miliardi nel 2030, con sinergie a regime per circa 700 milioni di euro, e una distribuzione complessiva agli azionisti di circa 16 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030.
"La performance commerciale si conferma eccezionalmente solida", ha commentato l'amministratore delegato Luigi Lovaglio presentando i risultati, sottolineando il valore della fiducia costruita dalla banca con famiglie, imprese e territori.
I risultati arrivano mentre Mps è al centro di una partita straordinaria. L'8 giugno Intesa Sanpaolo, guidata da Carlo Messina, ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto e scambio che valuta complessivamente Monte dei Paschi 30,6 miliardi di euro: per ogni dieci azioni Mps, gli azionisti riceverebbero sedici azioni Intesa Sanpaolo più un euro in contanti per ciascuna azione della banca senese. L'offerta è condizionata al raggiungimento di almeno il 66,67 per cento del capitale di Mps, soglia che Intesa si è riservata la possibilità di abbassare. Secondo Intesa, dal gruppo combinato nascerebbe uno dei principali gruppi bancari europei, con oltre 27 milioni di clienti e circa 2mila miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029.
Il consiglio di amministrazione di Mps ha però ribadito le valutazioni critiche formulate a luglio: secondo Lovaglio, l'offerta non riconoscerebbe pienamente agli azionisti Mps il valore del controllo, delle potenziali sinergie e del franchise della banca.
Prima dell'Opas di Intesa, il 7 giugno Banco Bpm aveva proposto di avviare un confronto per una possibile aggregazione concordata tra pari, che avrebbe integrato anche Mediobanca. Il 31 luglio Banco Bpm ha comunicato al mercato la conclusione delle interlocuzioni senza un accordo. Mps, dal canto suo, precisa di proseguire, con il supporto dei propri advisor, "l'analisi delle opzioni strategiche" con l'obiettivo di individuare il percorso capace di massimizzare il valore nel lungo periodo per gli azionisti e gli altri stakeholder.
Tutti i dati e le dichiarazioni riportati in questo articolo sono tratti da Forbes Italia, che cita la comunicazione sui risultati semestrali della banca.
Fonti
- Forbes Italia — "Mps cresce con Mediobanca: 1,1 miliardi di utile. Ora il nodo è Intesa Sanpaolo": https://forbes.it/2026/08/07/mps-cresce-con-mediobanca-11-miliardi-di-utile-ora-il-nodo-e-intesa-sanpaolo/