Nvidia ha presentato risultati sopra le attese per il secondo trimestre dell'anno fiscale 2027, ma la parte più importante è arrivata dalla conference call: la società ha confermato che la domanda di infrastrutture AI resta superiore alla capacità di offerta e ha delineato una crescita ancora molto forte per l'esercizio fiscale 2028.
Ricavi oltre le attese e guidance da record
Nel trimestre chiuso a luglio Nvidia ha registrato ricavi per 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106 per cento su base annua e sopra i circa 92,3 miliardi attesi dal mercato, un risultato superiore di circa 4 miliardi rispetto alla stima di consenso. L'utile per azione rettificato è stato di 2,22 dollari, contro i 2,09 dollari stimati dagli analisti. Il segmento Data Center, cuore dell'attività della società, ha generato 89 miliardi di dollari, il 117 per cento in più rispetto a un anno prima e circa il 93 per cento del fatturato totale. Il comparto Edge e gaming ha portato altri 7,2 miliardi di dollari, sopra i 6,6 miliardi attesi.
Per il terzo trimestre Nvidia ha indicato ricavi tra 105,8 e 110,1 miliardi di dollari, con una guidance che per la prima volta supera la soglia dei 100 miliardi in un singolo trimestre. La stima media del mercato si fermava intorno ai 105 miliardi.
Margini sotto pressione per il costo della memoria
L'unico neo arriva dai margini. Nvidia ha guidato un margine lordo di circa il 74 per cento per il trimestre in corso, in calo rispetto al 75 per cento appena registrato, sotto la pressione dell'aumento dei costi della memoria ad alta larghezza di banda. La società prevede che il margine toccherà il minimo nel quarto trimestre fiscale, tra il 71 e il 72 per cento, per poi stabilizzarsi tra il 72 e il 73 per cento nell'esercizio 2028. Sono segnali da monitorare, ma che non mettono in discussione la domanda.
La conference: domanda AI superiore all'offerta
Durante la conference call il messaggio è stato chiaramente costruttivo. Il chief financial officer Colette Kress ha dichiarato che Nvidia prevede di crescere di circa il 70 per cento nell'esercizio fiscale 2028, contro una crescita stimata dagli analisti intorno al 45 per cento. Ha aggiunto che la domanda accelera ancora alla scala raggiunta dalla società, con le previsioni dei clienti che indicano una crescita doppia per il prossimo anno. "Incredibilmente, vediamo un'accelerazione della domanda anche alla nostra scala", ha detto, riecheggiando il commento del CEO Jensen Huang: "L'AI ha raggiunto il suo punto di inflessione. Sta facendo lavoro utile. Ora, il calcolo è ricavi".
La nuova piattaforma Vera Rubin è ormai in piena produzione, con rack attivi presso AWS, Google Cloud, Microsoft Azure, Oracle Cloud e Nebius, e gli impegni di fornitura hanno superato i 279 miliardi di dollari, in gran parte legati all'acquisto di memoria per la piattaforma stessa. La guidance per il terzo trimestre, inoltre, non include alcun ricavo computazionale dalla Cina.
La reazione del mercato
Il titolo era inizialmente sceso dopo la pubblicazione dei numeri, per poi invertire completamente la rotta durante la conference call e salire di circa il 5 per cento nelle contrattazioni after-hours, trascinando al rialzo i future sul Nasdaq, aumentati di circa l'1 per cento nella sessione di giovedì. Nel premarket il titolo ha guadagnato fino a oltre il 6 per cento. La lettura è netta: la domanda AI resta fortissima e l'outlook è decisamente costruttivo, un segnale positivo per il Nasdaq e per l'intero comparto dei semiconduttori.
L'impatto indiretto su Bitcoin
Per Bitcoin l'effetto è indiretto, ma comunque positivo. Con un trimestre solido e un outlook forte, viene meno uno dei trigger risk-off più temuti, ovvero una Nvidia debole capace di innescare la narrativa di una bolla dell'intelligenza artificiale. La rimozione di quel rischio di mercato sostiene il sentiment di rischio a favore degli asset digitali.
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