Nvidia ha chiuso in calo per la settima sessione consecutiva, segnando la striscia di ribassi più lunga dal 2022, in una settimana decisiva che culminerà con la pubblicazione dei risultati trimestrali di mercoledì 26 agosto dopo la chiusura di Wall Street.
Il titolo
Lunedì 24 agosto le azioni hanno ceduto il 2,9% chiudendo a 208,48 dollari, portando il calo complessivo della striscia a circa il 7,5% in sette sessioni a partire dal 14 agosto. Secondo i dati Dow Jones diffusi da Morningstar, si tratta della peggior serie di ribassi dal settembre 2022 e della striscia più negativa dal periodo dei sette giorni terminato a giugno 2026. Il titolo resta inoltre sotto del 10,8% dal massimo storico di chiusura di 235,74 dollari toccato il 14 maggio, pur rimanendo in rialzo su base annua.
Un contesto settoriale difficile
Il calo non è isolato: lunedì anche il settore dei semiconduttori ha subito forti pressioni, con l'indice Philadelphia Semiconductor in ribasso del 2,7%. Micron è arretrata del 5,83%, Broadcom del 2,63% e AMD del 3,49%, mentre l'indice Nasdaq 100 ha perso circa l'1%. Sul mercato generale, l'S&P 500 è sceso dello 0,28% a 7.653 punti e il Nasdaq Composite dello 0,77% a 25.980, frenati dalla debolezza dei titoli tecnologici.
Tra i fattori di contesto pesano le nuove sanzioni economiche americane contro l'Iran e l'annuncio del Tesoro di raddoppiare i riacquisti di obbligazioni a lunga scadenza della scorsa settimana.
Perché il titolo è sotto pressione
Secondo quanto riportato da Bloomberg nel fine settimana, Nvidia avrebbe comunicato ai suoi principali clienti un aumento dei prezzi fino al 15% per il prossimo anno sui server dotati dei suoi chip IA, a causa del rincaro dei costi di memoria. Una mossa che, da un lato, potrebbe sostenere i margini nel medio periodo, ma che ha anche richiamato l'attenzione sulla crescita dei costi lungo la catena di approvvigionamento dell'IA.
Si aggiungono i dubbi sui cosiddetti accordi di finanziamento circolare, con Nvidia che ha assunto partecipazioni in aziende come OpenAI e Anthropic che sono al tempo stesso tra i suoi maggiori clienti, oltre a un crescente contraccolpo politico attorno alla costruzione dei data center dedicati all'intelligenza artificiale.
Le attese sui conti
Il consensus di Wall Street attende ricavi attorno ai 92 miliardi di dollari, in crescita di circa il 97% su base annua, e un utile per azione rettificato vicino a 2,09 dollari. La società aveva indicato per il trimestre una previsione di ricavi di circa 91 miliardi di dollari, con un margine lordo GAAP del 74,9%. Morgan Stanley stima ricavi per 91,1 miliardi di dollari e un utile per azione di 2,07 dollari.
I segnali restano comunque incoraggianti per il lungo termine: negli ultimi tre mesi gli analisti hanno alzato del 13% le previsioni sugli utili della società, e su 48 analisti che seguono il titolo, 44 mantengono un rating Strong Buy, con un prezzo obiettivo medio di 306,22 dollari, circa il 42% sopra i livelli attuali. Un analista di Cantor Fitzgerald ha indicato in una nota un obiettivo di 350 dollari, circa il 67% sopra la chiusura di lunedì.
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