L'S&P 500 ha appena scritto un nuovo capitolo della sua storia. Il 13 agosto l'indice ha superato per la prima volta quota 7.800 in seduta e ha chiuso a un nuovo massimo storico di 7.798,99 punti, in rialzo dello 0,7%. Un record che arriva in un contesto particolarmente favorevole per i mercati, ma che solleva anche una domanda: cosa c'è davvero dietro questo numero?
Il dato
La seduta del 13 agosto è stata la conferma del trend degli ultimi giorni. L'S&P 500 ha guadagnato lo 0,7% chiudendo a 7.798,99 punti, il nuovo massimo di sempre, dopo aver toccato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 7.800 punti in intraday. Bene anche gli altri indici: il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,81% a 26.803 punti, il Dow Jones lo 0,13% a 53.840, mentre il Russell 2000 ha segnato un altro record con un +0,68%.
Inflazione più debole del previsto
Il motore del rally è stata l'inflazione. I prezzi alla produzione di luglio sono rimasti invariati su base mensile, contro un aumento dello 0,2% atteso dagli economisti, con una crescita annua del 4,7% inferiore al 4,9% stimato. Il dato si aggiunge a un CPI del giorno precedente in linea con le attese: due letture di inflazione contenute in due giorni hanno raffreddato i timori di nuove strette da parte della Federal Reserve.
Meno pressione sui tassi
Con un'inflazione più morbida, diminuiscono le aspettative di ulteriori rialzi nel breve periodo. Il mercato sconta ora una Fed che lascia i tassi invariati nella riunione di settembre, e questo ha riportato il capitale verso gli asset rischiosi. I rendimenti dei Treasury decennali sono scesi di nuovo, intorno al 4,65%, e l'indice VIX, il termometro della paura, è calato a 14,44.
Tecnologia e semiconduttori in prima fila
I titoli a maggiore sensibilità alla crescita hanno guidato il movimento. I semiconduttori hanno trainato l'intero indice: Sandisk è salita di circa il 15%, Micron di circa il 5,6% e l'indice del settore chip ha guadagnato quasi l'1,8%. A sostenere il clima c'è stato anche il petrolio, sceso di quasi il 3% con il WTI a 81 dollari al barile, un elemento che toglie pressione alla narrativa inflazionistica.
Il record è notizia, la disciplina costruisce risultati
Attenzione, però: un nuovo record non significa che il mercato continuerà necessariamente a salire. La concentrazione del rally nei semiconduttori è un promemoria del fatto che la forza dell'indice può nascondere debolezze altrove. Per chi investe nel lungo periodo, il punto non è inseguire ogni movimento: è avere una strategia, mantenere la diversificazione e continuare a costruire esposizione nel tempo. I record fanno notizia. La disciplina costruisce risultati.
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