OPEC ha ridotto la previsione di crescita della domanda globale di petrolio per il 2026 a 380.000 barili al giorno (b/g) nel report mensile di settembre (MOMR), segnando il quinto taglio consecutivo. La cifra rappresenta un'ulteriore revisione al ribasso rispetto ai 580.000 b/g stimati ad agosto e porta la revisione complessiva da febbraio a circa un milione di b/g.
Il cartello continua a prevedere una crescita del consumo di petrolio nel 2026 nonostante le conseguenze economiche della guerra in Iran e i prezzi del greggio elevati. Questa posizione amplia il divario con l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), che si aspetta un calo della domanda globale quest'anno. Il gap tra le due previsioni si e' allargato mentre OPEC mantiene che lo shock dei prezzi causato dalla guerra, pur significativo, non e' sufficiente per spingere il consumo in territorio negativo.
Per il 2027, OPEC ha invertito la tendenza, alzando la stima di crescita della domanda a 2,36 milioni di b/g dai 2,16 milioni di b/g del report di agosto. Il rialzo riflette l'aspettativa del gruppo che l'attivita' economica si riprenda una volta allentate le tensioni geopolitiche, sostenendo un rimbalzo dei consumi di combustibile. La visione piu' ottimistica sul medio termine contrasta con il continuo ridimensionamento delle previsioni per quest'anno, suggerendo che OPEC considera la debolezza attuale una interruzione temporanea piuttosto che uno strutturale.
Una caratteristica chiave del report di settembre e' la divergenza crescente con l'IEA. Nel proprio Oil Market Report di settembre, pubblicato l'11 settembre, l'IEA ha stimato che la produzione globale di petrolio e' calata di 1,6 milioni di b/g mese su mese a 100,1 milioni di b/g ad agosto, riflettendo sia i tagli volontari dell'OPEC+ che le esportazioni iraniane interrotte. Mentre OPEC prevede ancora una crescita della domanda di 380.000 b/g per l'intero anno, la visione dell'IEA secondo cui la domanda si contrarra nel 2026 sottolinea un disaccordo fondamentale sull'impatto della guerra in Iran e dei prezzi elevati sui consumi.
Sul fronte dell'offerta, la produzione di greggio dell'Arabia Saudita e' scesa a 6,238 milioni di b/g ad agosto, il livello piu' basso dal 1990, secondo fonti secondarie citate nel MOMR. Il taglio netto riflette la conformita' di Riyad ai tagli volontari OPEC+ e l'impatto della logistica legata allo Hormuz sui volumi di esportazione. La combinazione di output saudito vincolato e le continue interruzioni dei flussi iraniani ha mantenuto il mercato stretto anche mentre le previsioni di domanda si indeboliscono.
Il quinto taglio consecutivo sottolinea un pattern in cui OPEC riconosce gradualmente la pressione che i prezzi elevati e il rischio geopolitico esercitano sui consumi, pur rifiutando di ammettere che il mercato stia entrando in un periodo di vera e propria contrazione della domanda. I mercati osserveranno ora se un sesto taglio si concretizzera' nel caso la guerra in Iran persista e i prezzi del greggio restino sopra le soglie che stanno frenando l'uso di combustibile nelle principali economie.
Fonti
- Reuters via BloomingBit – "OPEC Cuts 2026 Oil Demand Growth Forecast Again, Says Iran War Won't Shrink Consumption": en.bloomingbit.io
- Argaam – "OPEC cuts global oil demand growth forecast for 5th consecutive time": argaam.com
- Economy Middle East – "OPEC cuts 2026 oil demand growth forecast to 380,000 bpd in fifth downgrade as high prices weigh on consumption": economymiddleeast.com
- IEA – Oil Market Report September 2026: iea.org