Il 16 luglio 2026 Visa ha annunciato la Visa Stablecoin Platform (VSP), un ambiente unico attraverso cui banche, fintech e payment provider possono emettere, custodire, muovere e riscattare stablecoin senza costruire da zero infrastruttura di custodia, wallet e compliance. Un dettaglio spesso omesso nella copertura: la piattaforma è in beta con clienti selezionati, senza una timeline annunciata per la disponibilità generale.
Un primo asset non ancora in circolazione
VSP parte con Open USD (OUSD), presentato il 30 giugno da Open Standard, società indipendente con oltre 140 partner fondatori tra cui Visa, Mastercard, Stripe, BlackRock, Coinbase, Google, BNY e Standard Chartered. OUSD non è ancora operativo: il lancio nativo è previsto su Solana entro il 2026, senza data confermata.
La differenza rispetto ai concorrenti è economica, non tecnica. Open Standard dichiara che i partner potranno emettere e riscattare OUSD senza commissioni né limiti di volume, ricevendo la quasi totalità dei proventi generati dalle riserve al netto di una management fee. È il ribaltamento del modello di Circle, che trattiene il rendimento sulle riserve a fronte di circa 72 miliardi di dollari di USDC in circolazione.
Il mercato ha reagito immediatamente. Alla presentazione del consorzio del 30 giugno il titolo Circle ha ceduto fino al 20%, senza recuperare nelle settimane successive; l'annuncio di VSP del 16 luglio ha aggiunto un ulteriore calo di circa il 6%.
Visa non ha scelto un vincitore
VSP non sostituisce nulla: USDC di Circle e USDG di Paxos restano supportati. Nella call sui risultati del terzo trimestre fiscale 2026 l'AD Ryan McInerney ha evitato di definire OUSD un concorrente diretto di USDT o USDC, rivendicando una posizione deliberatamente neutrale. Analoga la linea di Mastercard, il cui CEO Michael Miebach ha descritto Open USD come "another coin that we will enable across our network".
I numeri spiegano perché la neutralità conviene: ad aprile 2026 il programma di settlement in stablecoin di Visa ha raggiunto un run rate annualizzato di 7 miliardi di dollari, in crescita del 50% sul trimestre precedente, su nove blockchain. A dicembre 2025 era a 3,5 miliardi.
Tre domande ancora aperte
Governance. Lo stesso Miebach ha riconosciuto che il governo di Open Standard non coinvolgerà tutti gli oltre 140 partner. Chi decide, e con quali contrappesi, resta da chiarire.
Regolamentazione. Il GENIUS Act vieta agli emittenti di remunerare i detentori di stablecoin. Il modello OUSD distribuisce i proventi ai partner, non agli utenti finali: una distinzione che sarà terreno di verifica.
Adozione. Il sostegno istituzionale non genera circolante. USDT conserva effetti di rete costruiti in anni su exchange, pagamenti nei mercati emergenti e trasferimenti internazionali in dollari.
La posta in gioco
Se lo scenario multi-coin e multi-chain si conferma, il vincitore della corsa alle stablecoin non sarà necessariamente USDT, USDC o OUSD, ma chi controlla l'infrastruttura attraverso cui tutte transitano. Visa si sta candidando esattamente a quel ruolo — e per farlo non ha bisogno che OUSD vinca.
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