Lo yen giapponese ha messo a segno una delle rally piu' forti degli ultimi anni, guadagnando circa 7 yen contro il dollaro in una singola settimana per quotare a 152,89 per dollaro il 5 settembre, il livello piu' alto da febbraio. La mossa ha capovolto il un tempo invincibile carry trade in yen e ha costretto gli speculatori a coprire posizioni short massive a un ritmo che ha lasciato i trader a rivalutare se gli anni di scommesse contro la valuta giapponese siano finalmente terminati.
La scala dello svolgimento
Il prestito transfrontaliero in yen, un indicatore dell'entita' del carry trade, ha raggiunto un record di 360 trilioni di yen (2,35 trilioni di dollari) a marzo, secondo un'analisi di Jefferies di dati della Banca dei Regolamenti Internazionali riportata da Reuters. Quella cifra rappresenta l'accumulo piu' grande del commercio in circa tre decenni. La strategia, che consiste nel prendere in prestito yen a tassi prossimi allo zero per investire in attivita' con rendimenti piu' alti all'estero, ha funzionato senza intoppi per anni mentre la Bank of Japan ha mantenuto i tassi di politica monetaria ben sotto quelli delle altre principali banche centrali. L'inversione improvvisa di quelle aspettative e' stata brutale per chiunque fosse ancora posizionato dalla parte sbagliata.
I dati della Commodity Futures Trading Commission rilasciati il 5 settembre hanno mostrato che le posizioni short nette non commerciali in yen sono aumentate di 28.900 contratti, raggiungendo un netto short di 92.200 nella settimana conclusa il 1 settembre. L'accumulo e' avvenuto anche mentre lo yen iniziava la sua rally, suggerendo che molti speculatori stavano ancora aggiungendo posizioni short proprio prima dell'inversione del commercio. Il rapporto e' stato il deterioramento piu' grande nei dati sullo yen della CFTC e ha lasciato lo yen con la posizione short netta piu' grande tra le valute principali, secondo il rapporto Traders in Financial Futures della CFTC. La rottura sotto 155 su USD/JPY ha accelerato la copertura degli stop-loss, amplificando la mossa.
Una scommessa al 97 percento sulla BOJ
La pricing del mercato colloca ora la probabilita' di un rialzo di 25 punti base della Bank of Japan alla riunione di politica monetaria del 17-18 settembre al 97 percento, secondo i dati del mercato monetario Tokyo Tanshi citati dall'Economic Times. La cifra e' salita bruscamente dal 52 percento di appena un mese fa. Il riprezzo e' stato guidato da una convergenza di pressioni nazionali e internazionali.
Takuji Aida, consigliere economico del Primo Ministro Sanae Takaichi e membro del comitato economico chiave del governo, ha previsto il 7 settembre che la BOJ alzera' i tassi a settembre e continuera' ad aumentare a ritmo trimestrale fino a gennaio 2027, dopodiche' la banca torverebbe a circa un rialzo ogni sei mesi. Aida, un riformista che in precedenza si era opposto agli aumenti dei tassi, ha dichiarato di aver anticipato la sua previsione da gennaio 2027 poiche' settembre offriva una finestra ristretta di opportunita' prima che si riunisca una sessione straordinaria del parlamento all'inizio di ottobre per discutere la sospensione dell'imposta del 8 percento sugli alimentari.
Il contesto politico conta. La caduta dello yen ai minimi da 40 anni sopra 163 per dollaro a luglio ha provocato un intervento congiunto USA-Giappone e ha spinto i consensi di Takaichi ai minimi storici mentre l'inflazione importata comprimeva i nuclei familiari. Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha continuato a chiedere passi monetari "decisivi" per combattere la debolezza dello yen, e il Governatore della BOJ Kazuo Ueda ha segnalato la scorsa settimana che la banca discutera' di aumentare i tassi a settembre concentrandosi sui rischi inflazionistici in aumento.
Un svolgimento globale dei bond alimenta il fuoco
La rally dello yen e' coincisa con una vendita piu' ampia dei titoli sovrani che sottolinea quanto si sia diffuso il riprezzo. Il rendimento JGB giapponese a 10 anni ha superato il 3,00 percento il 2 settembre per la prima volta da settembre 1996, secondo i dati in tempo reale di Investing.com. Il rendimento JGB a 30 anni e' salito al 4,19 percento, in aumento di circa il 29,6 percento su base annua. La rottura del livello del 3 percento del rendimento a 10 anni pone un punto fermo a quasi tre decenni di rendimenti ultra-bassi iniziati dopo che la deflazione post-bolla del Giappone si e' affermata, quando il tasso di politica della BOJ era dello 0,50 percento.
La mossa non e' stata isolata in Giappone. Il rendimento gilt britannico a 30 anni ha raggiunto il 5,83 percento, vicino al picco annuo. I Treasuries USA a 30 anni hanno chiuso a 5,27 percento, il livello piu' alto dal 2007, secondo Investing.com. Il riprezzo simultaneo nei principali mercati obbligazionari sovrani ha stretto le condizioni finanziarie che la Federal Reserve non ha deliberatamente imposto, riprezzando tutto cio' che sconta flussi di cassa a lungo termine: azioni a lunga durata, nomi di crescita non redditizi, immobili commerciali e finanziamenti per infrastrutture pubbliche.
Per gli investitori giapponesi, il rapporto di copertura valutaria sui bond esteri e' crollato. La quota di obbligazioni estere coperta da coperture valutarie e' scesa a circa il 40 percento, in calo dal 62 percento del 2024, lasciando una quota piu' grande di attivita' estere esposta all'apprezzamento dello yen. Un yen piu' forte derivante da un irrigidimento duraturo aumenterebbe il valore delle attivita' in yen non coperte in termini di dollari, ma comprime anche le esportazioni e aumenta gli oneri di servizio del debito di un governo che gestisce ancora uno dei rapporti debito-PIL piu' alti al mondo.
Cosa stanno guardando i mercati
La decisione di settembre della BOJ e' ora una quasi certezza, ma il percorso successivo resta contestato. La proiezione di Aida di aumenti trimestrali fino a gennaio seguiti da un rallentamento suggerisce che anche all'interno del governo, l'appetito per un ciclo di irrigidimento duraturo e' limitato. Ogni aumento dei tassi oltre settembre e', come ha notato il Financial Times, una tassa sugli stessi elettori le cui preoccupazioni sul costo della vita hanno spinto la necessita' politica di uno yen piu' forte.
Per i trader che detengono ancora posizioni short sullo yen, la matematica e' sempre piu' sfavorevole. Il vantaggio di rendimento del carry trade era costruito su un differenziale che ora si sta restringendo a un ritmo accelerato, mentre il costo di mantenere posizioni short e' aumentato con la rally dello yen. La questione non e' piu' se la BOJ alzera' i tassi, ma se il carry trade globale che la politica ultraloosse del Giappone ha reso possibile puo' disfarsi senza innescare il tipo di volatilita' che ha contrassegnato il tumulto dei mercati di agosto 2024.
Fonti
- [The Economic Times](https://economictimes.indiatimes.com/markets/us-stocks/wall-street-guide/global-market-yen-rally-threatens-to-unravel-lucrative-carry-trade-ahead-of-boj-rate-decision/articleshow/133913871.cms) (8 settembre 2026)
- [ECM Source](https://ecmsource.com/global-bond-selloff-japan-10-year-3-percent-uk-gilts-september-2026/) (1 settembre 2026)
- [CFTC via Gate News](https://www.gate.com/news/detail/cftc-japanese-yen-short-positions-hit-92227-contracts-in-week-ending-sept-1-24019639) (5 settembre 2026)
- [The Straits Times](https://www.straitstimes.com/business/japan-pm-takaichis-reflationist-aide-projects-bank-of-japan-rate-hike-in-september) (8 settembre 2026)