Gli Stati Uniti tornano a pagare interessi che non si vedevano da 25 anni per finanziare il proprio debito. Nell'asta del 13 agosto il Tesoro americano ha collocato 25 miliardi di dollari di bond a 30 anni con un rendimento massimo del 5,216%, il livello più alto dal 2001 e superiore al 5,06% dell'asta di luglio (5,046% a maggio): in tre mesi il costo del finanziamento a lunghissimo termine è salito di circa 17 punti base, secondo CryptoBriefing. I titoli, che scadono nel 2056, sono stati aggiudicati vicino ai livelli del mercato secondario.
Non si è trattato di una crisi della domanda. Il rapporto tra offerte ricevute e titoli venduti è stato di 2,39, segnalando un interesse ancora presente da parte degli investitori; resta però sotto la media degli ultimi 12 mesi, con i primary dealer costretti ad assorbire l'11,5% dell'emissione e un prezzo di aggiudicazione sopra i livelli when-issued, segno di una domanda più debole delle attese, come rileva il Committee for a Responsible Federal Budget.
Il problema è quanto Washington deve pagare per attirare quei capitali. Il debito federale totale ha raggiunto circa 39.830 miliardi di dollari al 5 agosto, secondo il Joint Economic Committee del Senato: 32.100 miliardi detenuti dal pubblico e circa 7.700 miliardi intragovernativi, con la soglia dei 40.000 miliardi ormai vicina. Il primo trilione di debito ha impiegato 192 anni ad accumularsi, l'ultimo appena cinque mesi. Il deficit di luglio è stato di 432 miliardi di dollari, portando i primi dieci mesi dell'anno fiscale 2026 a circa 1.800 miliardi, già oltre l'intero deficit dell'anno fiscale 2025.

